L'Unità e l'ultimo schiaffo a Gramsci: "profondo liberale"Tribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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L’Unità e l’ultimo schiaffo a Gramsci: “profondo liberale”

L’Unità e l’ultimo schiaffo a Gramsci: “profondo liberale”

Increduli, prendiamo atto che all’Unità sostengono che Antonio Gramsci, colui che fondò il giornale, fosse un “profondo liberale”. Si tratta dell’ennesima distorsione storica operata da maestri di revisionismo che non si fermano di fronte a nulla pur di giustificare se stessi. 

Qualcuno all’Unità deve essersela presa moltissimo per la campagna nata dal basso per togliere il riferimento di Antonio Gramsci alla testata. Inutile dire che Antonio Gramsci era un comunista, ed è morto da tale e come tale, ucciso dalle carceri del fascismo in quanto dotato di un cervello troppo pericoloso per il regime. Gramsci era un comunista, per l’appunto, ed è forse questo che irrita “L’Unità” che vorrebbe invece modificarne il ricordo in modo da renderlo più adattabile al corso renziano assunto dal quotidiano. La storia però incalza e presenta il conto, e per quanto sia sempre ovviamente possibile dire la propria, è meno possibile distorcere la storia in quanto esistono documenti, testimonianze dirette e indirette e materiale in grado di ricostruire quel che fu. E nel caso di Gramsci di materiale ne disponiamo a bizzeffe, al punto che possiamo permetterci di smascherare senza troppa fatica l’operazione tentata da “L’Unità”. Simone Barni ha scritto un pamphlet grottesco a difesa dell’ “Unità” renziana, cercando di spiegare a tutti che Gramsci no, non era comunista, era un “renziano prima di Renzi”. Un pò come la chiesa cattolica cercò nel medioevo di far credere che i grandi personaggi nati prima di Cristo fossero in qualche modo comunque influenzati dalla grazia divina anche senza saperlo. Barni tenta di metterla su un altro piano, come spesso fa chi si trova in difficoltà ad andare contro l’evidenza: “Si rimprovera oggi al giornale e al Pd di non essere di sinistra, senza mai dire cosa sia la sinistra. Di più. Si dice a quali condizioni l’Unità può continuare a citare Gramsci. Come se Gramsci fosse un bene privato di qualcuno. Sarebbe questa la sinistra? Brandire il crocifisso o l’effige di Gramsci, non fa poi molta differenza“.

Poco dopo però supera se stesso, e, udite udite, ci racconta che Gramsci era un “profondo liberale”: “La sinistra è prima di tutto laicità, tolleranza. Gobetti esaltava il dubbio contro l’intolleranza e l’intransigenza. Una lezione sicuramente utile, viste le tante certezze che riempiono le tasche della “vera sinistra” Ma ​​Gramsci, che era un profondo liberale, distingueva nettamente i due termini e ci fa fare un passo in più: l’intolleranza è un portato dell’autoritarismo; l’intransigenza è il non consentire che si usino mezzi non adeguati al fine e soprattutto diversi dalla natura del fine stesso. Ecco cos’è la sinistra: è intransigenza, ma non intolleranza“. Ora, tralasciando la bordata siderale di “Gramsci liberale”, cosa c’entra tutto questo? Quale sarebbe l’intransigenza della sinistra italiana, quella di Matteo Renzi? O forse quella dell’Unità? Barni cerca di spiegarci che il Pd e il Jobs Act sono di sinistra e che invece criticare Renzi e il Pd sia da “dogmatici”, ma che spiegazioni adduce per avvalorare tutto questo? E soprattutto che cosa conosce di Antonio Gramsci? Per quanto sia imbarazzante per il Pd e per Renzi, Antonio Gramsci era un comunista che non si pentì mai, anzi, trovò proprio nella certezza e nella sicurezza delle sue idee la forza per resistere ad atroci sofferenze. Forse è proprio questo a imbarazzare il Pd, di conseguenza tenere il nome di Gramsci lì sull’Unità probabilmente serve a mettersi il cuore in pace e a impedire che altri possano utilizzare il suo nome contro chi sta andando esattamente nella direzione opposta a quella suggerita dai suoi insegnamenti.

E poi, caro Barni, dato che L’Unità è stato il quotidiano del Partito Comunista dal 1924 al 1991, in base a che cosa il Pd si arroga il diritto di sostenere che Gramsci sarebbe ancora dalla parte degli smantellatori del suo stesso partito? 

Leggi l’articolo dell’Unità: http://www.unita.tv/opinioni/la-lezione-di-gramsci-intransigenza-non-intolleranza/

Gracchus Babeuf

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