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lunedì , 27 marzo 2017
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L’urlo di Bilbao investe la Troika

Nella giornata di ieri a Bilbao, Spagna, si è svolta la prima edizione del “Global forum Spain”, ovvero un vertice economico internazionale cui hanno partecipato tra i tanti anche la Lagarde per il Fmi e tutti i massimi esponenti delle istituzioni economiche. I manifestanti baschi hanno realizzato in parallelo una grande contromanifestazione, perfettamente riuscita.

Che Christine Lagarde e tutti i grandi personaggi delle agenzie economiche internazionali non godano, in questo periodo, di largo consenso, è facile intuirlo. A Bilbao, nel cuore dei paesi Baschi, il 3 marzo si è svolta la prima edizione del “Global forum Spain”, un vertice economico internazionale molto atteso cui hanno preso parte anche tutti i maggiori rappresentanti delle banche e delle imprese europee. Ad organizzare il meeting  è stato il governo spagnolo e infatti vi ha preso parte anche il Re Juan Carlos de Borbòn, che ha pronunciato il discorso di apertura.

Peccato che non tutti attendessero questa data perchè interessati al contenuto dei dibattiti e delle tavole rotonde, era una data particolare anche  e soprattutto per i manifestanti baschi che hanno voluto ricordare come lo stesso giorno del 1976 a Gasteiz vennero uccisi cinque operai per mano della polizia fascista franchista durante una giornata di mobilitazioni. Anche per questo i manifestanti hanno voluto collegare a questo triste anniversario anche la contestazione al meeting economico, visto come una celebrazione delle strategie politiche dell’Ue. L’evento è avvenuto significativamente presso il museo Guggenheim, proprio nel centro di Bilbao, ma i cittadini hanno voluto organizzare una grande contromanifestazione in opposizione al vertice, e infatti lo slogan più scandito dai manifestanti è stato proprio: “Troika go home”. La manifestazione si è divisa in due cortei che sono partiti in due punti diversi per ritrovarsi in Plaza Elìptica e poi convergere verso il Guggenheim

Alla fine hanno risposto presente in molti, migliaia di lavoratori, giovani, cittadini, militanti, studenti e disoccupati che si sono ritrovati per manifestare contro questa celebrazione del potere economico dell’Ue. Inoltre secondo i militanti della sinistra basca storica Bilbao non sarebbe stata scelta per caso ma proprio per lanciare un messaggio preciso, ovvero che Bilbao è Spagna. Joseba Alvarez, dirigente di SORTU, ha detto a Contropiano: “Hanno scelto Bilbao per dimostrare a tutti noi che Bilbao è Spagna e perché il PNV (Partido Nacional Vasco) è per così dire amico di classe del PP (Partido Popular) e sostengono la stessa politica internazionale. Per noi, la lotta di oggi si dispiega su due fronti, uno è quello dei diritti del nostro popolo, come popolo senza stato, e l’altro è quello della lotta di classe, come classe lavoratrice. Ci sentiamo quindi oppressi su due fronti e cerchiamo di portare avanti un’alternativa che sia socialista seguendo il modello dell’Alba del Sudamerica. E non siamo soli, la lotta deve essere di classe e deve coinvolgere sia il Nord che il Sud dell’Europa anche se il cambiamento comincerà proprio da quei paesi che ora sono i più castigati, cioè quelli della fascia Mediterranea.” 

In piazza ci sono andati anche i sindacati per chiedere ai cittadini di scendere in strada e rendere anche palese il loro rifiuto nei confronti delle politiche della Troika e di austerity che vengono imposte contro il popolo europeo. Con questa manifestazione i manifestanti hanno voluto chiedere di porre fine alla rassegnazione e di cominciare una lotta comune volta a invertire la marcia e a intavolare un discorso a livello internazionale da opporre appunto alla Troika.  Molti, moltissimi anche i giovani presenti in piazza che hanno voluto urlare la loro rabbia per la disoccupazione e l’assenza totale di speranza in un futuro migliore. Questi giovani si sono scagliati in particolar modo contro i termini chiave del linguaggio tecnicista utilizzato dalle istituzioni europee, che dietro termine come competitività, globalizzazione, produttività e innovazione nascondono in realtà l’intento di aumentare lo sfruttamento dei popoli al fine di aumentare i profitti. Nel corso del corteo si sono verificati anche alcuni scontri durante il percorso sula Gran Via, con diverse sedi di banche e negozi di lusso che sono stati presi d’assalto dai manifestanti più esagitati. Tensione anche davanti al museo Guggheneim con brevi scontri con le forze dell’ordine che hanno caricato il corteo arrestando sette persone. La guerriglia urbana è continuata durante tutta la giornata e si è concentrata soprattutto nella parte vecchia della città, bastione della sinistra indipendentista.

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