L'urlo nel silenzio del MessicoTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

L’urlo nel silenzio del Messico

Nel silenzio totale dei media occidentali in Messico in questi giorni si sta verificando una durissima repressione che ha già provocato 12 morti da parte della polizia federale nei confronti delle proteste guidate dal sindacato degli insegnanti messicani CNTE contro la riforma dell’educazione. L’Occidente però sembra come al solito guardare da un’altra parte…

Se fosse successo in Bielorussia che 12 persone finissero uccise nel corso delle proteste di piazza probabilmente i media occidentali avrebbero aperto con titoloni ad effetto chiedendo le dimissioni del presidente Lukaschenko. Quando tutto questo accade in Messico, cortile di casa degli Stati Uniti in mano a un governo “amico”, i media sembrano più tiepidi, minimizzando quando non ignorando quello che succede. E dire che in Messico nelle ultime ore si stanno consumando sensibili violazioni dei diritti umani, eppure il governo messicano in quanto aderente al NAFTA dispone di un credito presso i media che preferiscono guardare da un’altra parte. E dire che il bilancio momentaneo parla di 12 morti e almeno 25 dispersi a Oaxaca, stato meridionale del Messico, dove il sindacato degli insegnanti messicani, il CNTE, ha denunciato la repressione terribile della polizia federale avvenuta nella giornata di domenica. Il CNTE ha pubblicato i nomi delle persone scomparse, ma il timore comune è quello che ci si trovi di fronte a nuovi desaparecidos dopo i 43 studenti di Ayotzinapa. Gli insegnanti protestano contro la riforma dell’istruzione promossa dal Presidente del Messico, Enrique Peña Nieto, una riforma che prevede la valutazione obbligatoria per il personale docente per rimanere nel sistema educativo in nome del miglioramento della qualità. Peccato che il sindacato abbia denunciato migliaia di licenziamenti senza giusta causa effettuati proprio con la scusa della valutazione obbligatoria, niente altro che un pretesto per tagliare. Secondo alcune testimonianze la polizia avrebbe utilizzato le maniere forti nel corso degli sgomberi e Daniela Gonzalez Lopez dell’ “Observatorio de Derechos Humanos de los Pueblos” ha riferito che sarebbero entrati in azione anche dei cecchini. Non solo, Hernandez Gonzalez, rappresentante del CNTE, ha detto a TeleSur che il governo messicano avrebbe arrestato negli ultimi mesi almeno 86 membri del sindacato, una persecuzione politica che avviene nel silenzio più totale delle Nazioni Unite e delle organizzazioni internazionali. Al contrario i media sembrano accanirsi con particolare pervicacia nei confronti del Venezuela di Maduro, paese non allineato e che quindi viene messo sulla graticola da una informazione sempre più evoluzione del pensiero che fu di Goebbels.

Tribuno del Popolo

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top