Ma la soluzione può essere il Presidenzialismo?Tribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Ma la soluzione può essere il Presidenzialismo?

Enrico Letta apre sul Presidenzialismo ed Alfano accoglie entusiasticamente l’idea, da sempre cavallo di battaglia di Berlusconi. Ma l’eventualità non dispiace nemmeno a una parte del Pd.

Fonte: Oltremedianews.it

In un clima economico che definire difficile sarebbe riduttivo, politico che chiamare critico è sminuire l’evidenza, in un momento dunque in cui servirebbero importanti riforme – lavoro, riforma elettorale, finanziamento pubblico ai partiti, solo per dirne alcune- c’è chi pensa che la vera emergenza sia modificare l’art. 83 della Costituzione, e rendere l’Italia unaRepubblica Presidenziale. Nel corso del festival dell’economia di Trento Enrico Letta ha indicato la possibilità un diverso sistema di elezione del Presidente della Repubblica, viste le difficoltà che hanno accompagnato l’ultima elezione del Capo dello Stato. Per cui: presidenzialismo is the way.

Ad Angelino Alfano non gli par vero di udire una dichiarazione del genere, e al termine della parata di ieri, nella splendida cornice di via dei Fori Imperiali, incalza: “Noi facciamo da sempre una grande battaglia nel Pdl siamo assolutamente d’accordo sull’elezione diretta del presidente della Repubblica. Se riuscissimo a farla sarebbe una grande prova di democrazia come succede in altri paesi, come Francia e Stati Uniti, dove i cittadini scelgono direttamente il Capo dello Stato”. E se poi è anche un modo aumentare l’affetto dei cittadini nei confronti delle istituzioni,aggiunge, perchè no?
Del resto una virata presidenzialistica è da sempre uno dei pallini di Berlusconi, seconda forse solo agi attacchi alla magistratura (o dietro anche a qualcos’altro, ma ora non ci interessa), densa per il Cavaliere di possibili risvolti più che interessanti.
Parte del Pd, in realtà una buona parte, Renzi, Prodi, Veltroni e il segretario Epifani, sarebbe favorevole a una tale riforma costituzionale, la più importante forse da quando esiste la Costituzione, e il Pdl intravede dunque qualcosa di più di uno spiraglio. L’ala più a sinistra del partito (ebbene si, ce n’è una) e Bersani, Orfini e la Bindi bocciano con forza l’eventualità. “Non si doveva occupare di risolvere i drammatici problemi della maggioranza?” tuona la Bindi, come a voler richiamare ai veri problemi di cui l’esecutivo dovrebbe occuparsi.
Critico anche Grillo, che dal suo blog, già che c’è, parla finanche di una “congiura” per eliminare dal Parlamento il M5S.
Deciso parere contrario arriva dal leader di Sel Nichi Vendola, che oculatamente ricorda che nei paesi in cui c’è il Presidenzialismo sono previsti anche i dovuti contrappesi, che in Italia non ci sono, e ricorda come già l’equilibrio istituzionale è messo a dura prova ad ogni minima questione, vittima anche dei ripetuti tentativi del berlusconismo di togliere progressivo potere proprio agli organi di garanzia -Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale appunto- a vantaggio di un governo eletto con una legge elettorale marcia fino all’osso.

Dalla manifestazione “Non è cosa vostra” in difesa giust’appunto della Costituzione che si è tenuta nella giornata di ieri a Bologna, Stefano Rodotà, presente sul palco insieme ad altri come Zagrebelsky e Camusso, si dice sorpreso dalle dichiarazione di Letta: “Sono rimasto stupito che un politico accorto come l’attuale presidente del Consiglio abbia detto che il prossimo presidente della Repubblica non sarà eletto con il sistema dei grandi elettori. Come ho detto prima, loro non ci sono riusciti e vogliono uscire dalle loro difficoltà per la via delle riforme istituzionali” ha affermato critico.

 Ileana Alessandra D’Arrissi

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