Madrid chiama, Atene risponde. Migliaia in piazza contro l'austerity | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Madrid chiama, Atene risponde. Migliaia in piazza contro l’austerity

Dopo gli scontri di ieri a Madrid oggi anche la Grecia scende in piazza contro l’austerity. Tensione in Piazza Syntagma dove migliaia di manifestanti hanno cominciato a lanciare bombe molotov contro la polizia. Migliaia in piazza anche a Salonicco e nelle altre città elleniche mentre i sindacati continuano lo sciopero generale.

Giornata di tensione anche in Grecia dopo che ieri migliaia di indignados si sono dati appuntamento a Madrid per manifestare la propria rabbia contro le manovre di austerity del governo. A Madrid la serata è finita con la polizia che ha caricato i manifestanti effettuando decine di arresti, e in Grecia, ad Atene, sono già cominciati i tafferugli con le forze dell’ordine nella centralissima Piazza Syntagma. Qui un folto gruppo di manifestanti ha iniziato a gettare bombe molotov contro i poliziotti, che hanno risposto facendo uso di lacrimogeni, mentre un incendio di piccole dimensioni è stato sviluppato nella piazza. Incidenti avvengono anche nelle vie intorno alla piazza Syntagma, dove giovani incappucciati distruggono vetrine di negozi ed edicole dei giornali. I manifestanti che hanno scatenato gli scontri sono però una minoranza, ancorchè consistente, mentre altre migliaia di persone hanno sfilato in tutte le città della Grecia per protestare contro i tagli.  Le manifestazioni, organizzate dai sindacati del paese nel giorno in cui è stato indetto uno sciopero generale che sta paralizzando il Paese, arrivano proprio mentre indiscrezioni di stampa fanno sapere che il pacchetto di tagli sarebbe già stato approvato dal premier Antonis Samaras e dovrebbe ora passare al vaglio dei tre leader dei partiti che sostengono il governo. I sindacati hanno indetto lo sciopero generale per protestare contro il nuovo piano di austerità che il governo ha varato in collaborazione con i rappresentanti dei creditori internazionali che prevede tagli per 11,5 miliardi di euro per il biennio 2013–2014.

Erano più di 30.000 le persone che sono scese per le strade della capitale ellenica per unirsi alle manifestazioni indette dai sindacati. I manifestanti hanno organizzato una marcia fino al Parlamento, e qui si è conclusa senza incidenti la grande manifestazione del sindacato comunista Pame, cui hanno partecipato oltre 15.000 persone in un tripudio di bandiere rosse e di cori contro la Troika e il governo.”Le nuove insopportabili e dolorose misure non devono passare, questa politica è senza sbocco e distrugge lo stato sociale”, ha ammonito via radio il presidente dell’Adedy, il sindacato che raggruppa i dipendenti statali, Costas Tsikrikas.Il leader di Syriza, Alexis Tsipiras, i cui rappresentanti stanno partecipando alle manifestazioni, ha  a sua voltaduramente attaccato il governo di Antonis Samaras. “Ora  la parola passa alla società, visto che il governo di coalizione, guidato da Samaras, non è in grado di difendere gli interessi elementari della società greca, e in più ammette e controfirma le inumane misure che portano la società all’ olocausto. La Grecia non potrà essere trasformata in un enorme cimitero sociale“. Aleca Papariga il Segretario Generale del Partito Comunista di Grecia, ha come di consueto attaccato l’ Unione europea, responsabile secondo lei delle sofferenze del popolo ellenico. “Il popolo greco  deve capire che una Grecia svincolata dall’ Ue, può garantirsi il benessere sociale ed evitare il peggio“.

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