Mafia romana. Colpita la cupola, ecco come erano organizzatiTribuno del Popolo
mercoledì , 13 dicembre 2017
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Mafia romana. Colpita la cupola, ecco come erano organizzati

Un durissimo colpo ai vertici della mafia romana è stato inflitto in una maxi operazione della polizia che ha valicato anche i confini spagnoli per porre fine alla supremazia delle cosche del litorale. Ecco come erano organizzati

Fonte: Oltremedia

Viene considerata una delle più vaste operazioni Antimafia condotte dalla Polizia di stato nella capitale. La Squadra Mobile di Roma ha eseguito 51 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nei confronti di una associazione di stampo mafioso operante sul litorale che da anni controllava ogni attività illecita realizzata a Roma. Il blitz, scattato questa mattina, ha visto impegnati circa 500 tra uomini e donne della Polizia di Stato, anche dei reparti speciali.

Le Famiglie
La lunga indagine ha consentito, per la prima volta, di fornire elementi alla Procura della Repubblica per contestare ed individuare l’esistenza di una associazione di stampo mafioso nella capitale. Il blitz e’ andato a colpire quelli che venivano considerati i “sancta sanctorum” del crimine romano e siciliano. Colpite, in particolare, le famiglie dei Fasciani, dei Triassi, dei D’Agati, che da anni si sono spartiti ed hanno gestito tutto il malaffare soprattutto sul litorale di Ostia.

Nell’operazione conclusa questa mattina, la polizia sostiene che sia stato dato un colpo mortale alla cupola mafiosa operante da anni nella capitale. Sono state colpite le intere famiglie dei Fasciani, a partire dal capo indiscusso Carmine, ai fratelli Nazzareno, Giuseppe e Terenzio, e quella dei Triassi, Vito e Vincenzo, appartenenti alla nota famiglia mafiosa dei Cuntrera –Caruana, che da anni si erano trasferiti ad Ostia mantenendo un legame inscindibile con Cosa Nostrasiciliana.

Affari e organizzazione
E’ stato ricostruito come per quasi un ventennio i due gruppi criminali hanno intrattenuto affari e si sono spartiti il territorio in una sorta di pax mafiosa in base alle quale tutti potevano tranquillamente gestire i loro illeciti traffici. Della cupola mafiosa faceva parte anche un altro appartenente a cosa nostra siciliana da anni stanziatosi ad Ostia il quale era il terzo anello del gruppo di comando dell’organizzazione.

Nessun affare era escluso dal controllo dell’organizzazione. L’indagine ha consentito di ricostruire tutti gli affari realizzati dall’organizzazione mafiosa andando a colpire tutta la filiera degli appartenenti. Il lavoro svolto ha permesso di seguire tutti i passaggi criminali dei vari affari posti in essere dalle organizzazioni: dall’ingresso di un nuovo appartenente, agli accordi tra i capi delle organizzazioni per la spartizione del territorio, alle riunioni effettuate per dirimere le controversie sorte nella gestione del territorio, pianificazione di omicidi o tentati omicidi necessari per garantire e ripristinare la supremazia su qualsiasi attività realizzata.

I reati contestati vanno dall’usura, al traffico internazionale di droga, alle estorsioni ai danni di commercianti, al controllo di intere piazze di spaccio non solo nella zona lidense ma anche in città, al controllo del mercato delle slot machine, alleinfiltrazioni in apparati amministrativi per l’assegnazione di abitazioni popolari, al controllo di intere attività balneari da anni fiore all’occhiello dell’economia della zona balneare della capitale, alla corruzione.

Operazione in Spagna
L’operazione non si e’ limitata ai confini nazionali, ma grazie al coordinamento dell’Interpol contemporaneamente sull’isola di Tenerife è stato individuato uno dei due capi storici della famiglia Triassi, Vincenzo, e sua moglie i quali sono stati portati nelle carceri spagnole in attesa dell’estradizione.

Insomma, è stato inflitto un duro colpo alla criminalità organizzata romana, tant’è che il capo della squadra mobile di Roma, Renato Cortese ha detto: “Stamani Ostia si è risvegliata un po’ più pulita”.

  Redazione

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