"Mai più Cie". Assemblea e manifestazioneTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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“Mai più Cie”. Assemblea e manifestazione

Domani alle ore 17 presso il Cinema Palazzo, nel quartier di San Lorenzo a Roma si terrà un’assemblea in vista della mobilitazione del 15 febbraio che vedrà scendere in strada le tante realtà antirazziste e i movimenti per il diritto all’abitare e ottenere la chiusura dei Cie. 

Fonte: Oltremedianews

L’appuntamento è fissato per sabato 15 a Ponte Galeria, il luogo diventato simbolo della protesta delle “bocche cucite”; migranti che contestano le condizioni e le modalità con cui vengono trattati. Basta ricordare lo scoop del tg2 relativo alla disinfestazione dei migranti sbarcati a Lampedusa .L’obiettivo è quello di ottenere la chiusura dei CIE (Centro di identificazione ed espulsione).

Ad esprimere il proprio pensiero sugli ultimi accadimenti è una madre. Sta pranzando quando al tg nazionale mostrano leimmagini dei “deportati” del Cie di Roma con le bocche cucite. Ritornano in mente le immagini che hanno scandalizzato, solo per qualche ora, l’opinione pubblica: i migranti lavati con una pompa ed acqua fredda, disinfettati come ad Auschwitz. Fatti spogliare, messi in fila al freddo e costretti a sopportare il getto dell’acqua gelida. Tutto ciò accadeva a Lampedusa circa un mese fa.

Ma ritornando alla nostra madre, smette di mangiare, toglie il piatto da tavola e, con l’aria triste e con il cuore gonfio di rabbia si siede sul divano, inerme, con gli occhi tra il lucido e l’irato, e inizia a scrivere:

“Perchè le madri italiane non gridano al mondo il loro dolore per quei figli trattenuti nei campi profughi alla stessa stregua dei deportati di Auschwitz? Perché il Papa, ormai simbolo per la maggior parte degli italiani di un cambiamento, non interviene in maniera seria e dignitosa rispetto a questo problema che gli compete più che mai, poichè lede i diritti umani di chi, alla fine dei conti, non ha commesso alcun reato?

Basta stare a guardare, tutto ciò rappresenta un ennesimo abuso italiano che deve essere affrontato dai rappresentanti delle istituzioni, se appartengono alla categoria umana non possono continuare a rimanere inermi difronte a tutto ciò.

A questo punto sembra inutile ricordare il 27 gennaio come Giorno della Memoria se poi, tutti i giorni la storia si ripete, se a determinati gruppi pseudo-politici viene concesso il benestare nonostante le teorie negazioniste”.

Nel comunicato degli organizzatori si legge:
“In continuità con le proteste degli ultimi mesi dentro e fuori i CIE e in solidarietà con i migranti che si sono cuciti la bocca in quello di Ponte Galeria abbiamo deciso di mobilitarci per l’immediata chiusura del Centro di Identificazione ed Espulsione.I CIE sono galere nelle quali migliaia di persone sono detenute senza aver commesso alcun reato, dove i diritti fondamentali vengono calpestati quotidianamente. I CIE costituiscono uno dei dispositivi del sistema di governo dei flussi migratori, che rende la popolazione migrante illegale e ricattabile, ai fini dello sfruttamento lavorativo e della collocazione in un ruolo subalterno nella società. Le politiche migratorie italiane ed europee continuano a uccidere la dignità di coloro che fuggono dai propri Paesi e guardano all’Europa come possibilità di vita e di futuro.

Molti CIE in Italia sono stati chiusi dalle rivolte dei migranti che li hanno resi inagibili, dalle denunce e dalle battaglie di associazioni e movimenti. È arrivato il momento di chiudere anche Ponte Galeria!”

Sono circa una trentina i CIE presenti in Italia. Sono state tante le denunce presentate da varie associazioni negli anni contro i CIE: Medici senza frontiere e Amnesty International. E’ necessario sottolineare come chi è detenuto nei CIEm sì, detenuto è la parola corretta, non ha commesso alcun reato.

  Nicola Gesualdo
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