Malati Sla in presidio davanti al ministero dell'EconomiaTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Malati Sla in presidio davanti al ministero dell’Economia

A partire dalle 10,30 di questa mattina diversi malati di Sla si sono trovati in presidio sotto il ministero dell’Economia. 

Oggi, mercoledì 12 giugno, a partire dalle ore 10.30, i disabili gravi e gravissimi si sono dati appuntamento in via XX Settembre, a Roma, proprio sotto il ministero dell’Economia. Il motivo? Un presidio di protesta organizzato dai malati di Sla con i loro amici e parenti contro il governo. Già in passato i malati di Sla avevano dato avvio ad alcune manifestazioni clamorose come quella dello sciopero delle batterie che tengono in vita i malati. Questa volta i malati hanno delle richieste ben precise:

1) L’immediato sblocco e ripartizione alle regioni dei 275 milioni di euro previsti per la non autosufficienza nella legge di stabilità del 2012;

2) Il ripristino del fondo nazionale per la non autosufficienza almeno al livello del 2010 (400 milioni di euro);

3) Un piano nazionale per la non autosufficienza finalizzato a:
- riqualificare la rete di prestazioni e servizi territoriali;
- avviare la deistituzionalizzazione delle persone, attualmente costrette in cattività in ambienti del tutto inadatti e i cui costi sono elevatissimi (il costo complessivo delle Rsa supera il 15% del totale della spesa sanitaria nazionale!);
- potenziare l’assistenza domiciliare diretta e indiretta, finanziando progetti di vita indipendente e riconoscendo, anche economicamente, il lavoro di cura dei familiari da integrare e armonizzare con quello professionale degli operatori. L’alleanza dell’affetto dei familiari con la professionalità degli operatori è per noi ragione e speranza di vita.

4) Un corretto e trasparente percorso di sperimentazione del cosiddetto “metodo Stamina” e l’apertura dell’Osservatorio alla partecipazione attiva di associazioni e cittadini in tutte le regioni, senza esclusione alcuna.

Gli organizzatori, gli instancabili fondatori del “Comitato 16 Novembre”, hanno deciso di non accontentarsi di semplici promesse ma di pretendere impegni concreti che riguardano la vita reale delle persone.

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