Mali. A rischio i mausolei di Timboctù, si teme la rabbia fondamentalista | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Mali. A rischio i mausolei di Timboctù, si teme la rabbia fondamentalista

Terribile minaccia dei fondamentalisti islamici legati ad Al Qaeda che hanno occupato il Nord del Mali: “Distruggeremo i mausolei a Timboctù proclamati patrimonio dell’umanità dall’Unesco”. Parte il conto alla rovescia per cercare di salvare i santuari dalla furia dei fondamentalisti.

Di un Paese subsahariano dell’Africa come il Mali sicuramente ai media e all’opinione pubblica occidentale non interessa più di tanto. In Mali però, nell’indifferenza generale, si è combattuta una guerra rapida e sanguinosa all’inizio del 2012 che ha portato le bande islamiche radicali di Al Qaeda e i tuareg a occupare tutta la parte settentrionale del Paese, compresa la città storica di Timboctù, al cui interno si trovano alcuni mausolei musulmani considerati patrimoni dell’umanità dall’Unesco. Lo hanno riferito i combattenti di Ansar Dine, che hanno annunciato di voler distruggere  ”tutti i mausolei” dei santi musulmani di Timbuctù, nel nord del Mali. “Ansar Dine (difensori dell’islam) distruggerà tutti i santuari della città. Tutti, senza eccezioni”, ha detto un portavoce del gruppo, Sanda Ould Boumama, attraverso un interprete. Fino a questo momento secondo fonti locali gli islamici avrebbero già distrutto tre distinti mausolei, e i profanatori sarebbero purtroppo solo all’inizio della loro opera dissennata, un’impresa che abbiamo già visto realizzare in Afghanistan da parte dei talebani.  ”I mausolei di Sidi Mahmoud, Sidi Moctar e Alpha Moya sono stati distrutti dagli islamisti, che si stanno dirigendo verso altri monumenti”, ha raccontato uno dei testimoni. Molti altri abitanti della città hanno confermato questa versione dei fatti, e ora si teme che la furia dei qaedisti possa scatenarsi sui monumenti di Timboctù, città che conta  ”16 cimiteri e mausolei”, risalenti alla prima fase di islamizzazione dell’Africa, che “erano un componente essenziale del sistema religioso nella misura in cui, secondo la credenza popolare, erano la barriera che proteggeva la città da tutti i pericoli”. Il gruppo jihadista reagirebbe in questo modo alla decisione dell’Unesco di inserire la città nella lista del patrimonio dell’umanità in pericolo: “Hanno detto che visto che l’Unesco vuole mischiarsi nei loro affari, vogliono mostrare loro di cosa sono capaci”. E il governo del Mali ha subito reagito per manifestare la sua rabbia nei confronti delle bande sovversive islamiche, peraltro ora ai ferri corti anche con i tuareg. ” ”Furia distruttrice assimilabile a un crimine di guerra”: ha detto una fonte governativa di Bamako, “Metteremo in atto tutto quanto necessario per identificare gli autori di tali attacchi e portarli davanti agli organi giudiziari competenti”, si legge in un comunicato che ha sottolineato come le pratiche di Ansar Dine non abbiano nulla a che fare “con l’Islam, religione di pace e tolleranza”. I combattenti islamici di Ansar Dine lottano per creare uno Stato indipendente nel Nord del Mali, da dove a prezzo di diverse perdite sarebbero riusciti a cacciare i  tuareg del Movimento nazionale per la liberazione dell’Azawad (Mnla).  Il mese scorso lo stesso gruppo aveva profanato il mausoleo di Cheikh Sid Mahmoud ben Amar, uno dei ’333′ santi di Timbuctù, come vengono chiamati i grandi eruditi dell’islam sepolti nella zona secoli fa.

 

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