Mali. Accuse incrociate tra i ribelli: “Bande islamiche finanziate dall’estero” | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Mali. Accuse incrociate tra i ribelli: “Bande islamiche finanziate dall’estero”

Ormai da mesi infuria la rivolta nel Nord del Mali capeggiata dai ribelli tuareg laici del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla) e da gruppi islamici armati. Inizialmente questa “strana” join-venture aveva funzionato, quando il nemico comune era Bamako. Negli ultimi giorni però si sono verificati pesanti scontri a fuoco tra islamici e tuareg che hanno accusato i primi di essere stati assoldati da potenze straniere.

La situazione in Mali è fuori controllo ormai da mesi, da quando cioè i tuareg del Mnla e le bande islamiche legate ad Al Qaeda hanno dichiarato guerra al governo di Bamako, occupando quasi tutto il territorio settentrionale del Paese.  Negli ultimi giorni però si sarebbero create pesanti frizioni all’interno dello schieramento dei ribelli, con gli islamici e i laici che hanno sostenuto violenti scontri a fuoco con morti e feriti da entrambe le parti. Tra le fila dei gruppi islamici armati che hanno ingaggiato violenti scontri con i ribelli tuareg laici del Mnla a Gao, importante città nel nord del Mali, vi sarebbero “ufficiali superiori venuti da un Paese vicino in perfetta intesa con la rete di Al Qaeda nel Maghreb Islamico, il Movimento per l’unità e il jihad in Africa occidentale (Mujao) e Ansar Eddine”. Lo ha rivelato in una nota Moussa Ag Assarid, responsabile dell’informazione e della comunicazione del Consiglio transitorio dello Stato dell’Azawad (Ctea), ossia il governo provvisorio formato dai ribelli laici che il 6 aprile hanno dichiarato l’indipendenza della regione. Ag Assarid ha anche riferito di una “delegazione di un Paese del Golfo” che sarebbe stata “inviata presso queste stesse organizzazioni mafiose”. Secondo l’esponente laico del Mnla queste rete criminali sarebbero state manipolate da un paese della regione, anche se non ha voluto precisare quale. I violenti scontri di ieri a Gao sarebbero cominciati proprio a causa di queste voci, oltre che per via di frizioni di tipo ideologico. “L’Azawad indipendente, laico e tollerante non si sottometterà mai nè agli integralisti e nè a un altro paese, combatteremo fino all’ultima goccia di sangue”, ha poi sottolineato Ag Assarid, che ha poi fatto appello alle «ì”democrazie del mondo a mobilitarsi per sostenere il popolo dell’Azawad e la sua sopravvivenza” e a “combattere questo flagello internazionale e sradicarlo per il bene di tutti”.

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