Mali. Continua la rabbia degli integralisti. Ora è guerra anche con i Tuareg | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Mali. Continua la rabbia degli integralisti. Ora è guerra anche con i Tuareg

Continua in Mali la drammatica furia degli estremisti islamici di Ansar Dine che nelle scorse ore hanno distrutto una moschea a Timboctu. Intanto i Tuareg hanno chiesto il sostegno della comunità internazionale per combattere contro al-Qaeda nel Maghreb islamico e le formazioni jihadiste alleate.

Non si arresta la furia insensata degli estremisti islamici di Ansar Dine, che nelle scorse ore secondo i testimoni hanno  distrutto l’entrata della moschea Sidi Yeyia a Timbuctu, nel nord del Mali. Si  tratta della moschea di Sidi Yeyia, un santuario rimasto chiuso da decenni perchè secondo credenze locali la sua apertura avrebbe portato una enorme sfortuna. Secondo alcuni testimoni Ansar Dine avrebbe ordinato di distruggere la moschea per dimostrare la falsità di questa credenza. Fatou Bensouda, procuratore della Corte penale internazionale, ha definito come “crimine di guerra” la distruzione dei siti Unesco, un crimine  perseguibile dalla Cpi. Intanto  però continua la tensione nel Nord del paese, dopo che gli estremisti islamici e i Tuareg hanno combattuto fianco a fianco contro le truppe di Bamako. I ribelli Tuareg però ben presto hanno preso le distanze dall’estremismo di Ansar Dine e di altri gruppi jihadisti, e sono arrivati persino a ingaggiarli in pesanti  scontri militari. Alla fine i Tuareg del gruppo laico Mnla, che il 4 aprile scorso avevano proclamato l’indipendenza del nord del Mali , sono stati scacciati da Gao e Timboctu ma ora sarebbero rinserrando le fila e sarebbero pronti alla controffensiva. Di più, avrebbero anche chiesto  il sostegno della comunità internazionale per combattere contro al-Qaeda nel Maghreb islamico e le formazioni jihadiste alleate. Il quotidiano algerino ‘el-Khabar’, ha riportato un comunicato del gruppo Tuareg che annunciava di  ”essere entrato in guerra contro le formazioni jihadiste e terroriste che occupano le città del nord”.  La “Guerra del Mali” sembra quindi una vera e propria polveriera che ben presto potrebbe trasformarsi in un tutti contro tutti devastante soprattutto per la popolazione civile, già provata da esodi di massa dopo la guerra dei mesi scorsi.

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