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lunedì , 18 dicembre 2017
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Mali. La furia dei jihadisti violenta Timbuctu

Mentre le truppe maliane e francesi sono avanzate alle porte di Timbuctu, liberando i sobborghi della città patrimonio dell’umanità, arriva la notizia che gli jihadisti avrebbero bruciato un palazzo di inestimabile valore, mandando in cenere preziosi manoscritti.

Mali Coup

Brutte notizie in arrivo dal Mali dove i jihadisti asserragliati nella città di Timbuctu hanno dato alle fiamme un palazzo antico dove erano custoditi preziosi manoscritti. A riferirlo alcune fonti tutte concordanti, tra le quali svetta il primo cittadino. Si tratterebbe del centro di  documentazione e ricerche Ahmed-Baba, fondato nel 1970, con l’aiuto dell’Unesco, e che conteneva circa 18 mila manoscritti. Si tratterebbe in questo caso di un colpo mortale inferto dalle milizie jihadiste al patrimonio storico e culturale della città e del Mali. Il centro è stato inaugurato nel gennaio del 2009 dall’allora presidente maliano Amadou Toumani Touré. Costruito su piazza Sankoré, l’edificio del Centro si estende su oltre 4.800 metri quadrati. Gli jihadisti avrebbero bruciato il palazzo e altre tombe sacre in quanto ritengono che incitino gli abitanti della città a venerare “uomini” e non il vero Dio. Intanto le forze maliane e francesi hanno preso il controllo dell’aeroporto di Timbuctu senza trovare alcuna resistenza da parte delle milizie jihadiste, come riportato da France Presse. Il colonnello Thierry Burkhard inoltre,  ha riferito che nella notte truppe francesi e maliane hanno sferrato un doppio attacco, aereo e terrestre. Secondo il portavoce, le truppe di Francia e Mali controllano ormai tutta la zona tra le due roccaforti jihadiste di Timbuctu (900 km a nord est di Bamako) e Gao (1.200 km a nord est della capitale). Anche i Tuareg hanno ottenuto successi sul campo acquistando il controllo della roccaforte di Kidal, nel nord del Mali. Il  comandante militare dei tuareg del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla) Mohamed Ag Najim, ha detto che i ribelli di Ansar Dine avrebbero lasciato la città, probabilmente per fuggire nel deserto.

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