Mali. La guerra di Hollande entra nel vivo | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Mali. La guerra di Hollande entra nel vivo

Tra le tante guerre combattute dalla Francia in Africa forse quella del Mali è una delle poche non direttamente assimilabili al neocolonialismo. Le truppe francesi sono al secondo giorno di operazioni nel paese africano per difendere il Paese dall’avanzata degli estremisti islamici e dei tuareg.

TUARE

Entra nel vivo la “campagna d’Africa” fortemente voluta da Hollande, che ha risposto affermativamente all’appello disperato lanciato dal presidente maliano Traorè, assediato nella capitale Bamako dalle bande di estremisti islamici che scendono verso sud. Mesi fa infatti i qaedisti hanno stretto un patto d’acciaio con i miliziani Tuareg, popolo sparso tra Niger, Algeria, Libia e Mali, da sempre alla ricerca di uno Stato da rivendicare come proprio, l’Azawad. Per questo il patto di ferro tra estremisti islamici e tuareg ha portato alla vittoria nel nord del Mali sulle disordinate e mal organizzate truppe regolari di Bamako, alle prese tralaltro con un colpo di stato militare interno, e tutta la parte settentrionale del Paese è finita nelle loro mani. Ma non è finita qui, proprio mentre le truppe regolari cercavano di riorganizzarsi, gli estremisti islamici hanno cominciato ad avanzare verso sud, mandando il governo nel panico. Da qui la richiesta di aiuto alla Francia, e il pronto intervento di Parigi, che ha mobilitato a partire da ieri i suoi soldati a fianco dell’esercito locale. L’esercito francese ha lanciato una serie di attacchi dal cielo che sono poi proseguiti anche sabato, mentre una parte delle truppe migliori sono state da subito mandate nella capitale Bamako per difenderla dall’imminente invasione. C’ è stata anche la prima vittima francese, un pilota di un elicottero che ha partecipato alla prima giornata di raid.  Almeno per ora non sono previste operazioni militari anche nella parte settentrionale del Paese, ma intanto Parigi ha aumentato il numero di aerei presente in Mali e ha preallertato  le squadriglie di Rafale con base in Francia. Il rischio è quello che l’avanzata degli islamici porti a nuovi esodi di massa e a nuove carneficine, capaci potenzialmente di trascinare l’intero Paese nella guerra civile. La situazione sembra comunque un pò diversa da quella della Costa d’Avorio, dove la Francia circa un’anno fa ha appoggiato il golpe di Ouattara contro il presidente legittimo Gbagbo, in quella che è stata definita una delle ultime avventure colonialiste di Parigi.

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