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lunedì , 29 maggio 2017
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Mali. Rischio allargamento del conflitto al Niger

L’intervento francese in Mali ha conseguito la sconfitta delle forze islamiste che si sono ritirate nelle zone desertiche del nord, riparando in massa in Niger. Ed ecco che il rischio di un allargamento del conflitto diventa improvvisamente reale..

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Scovare dei nemici nel deserto è un’impresa pressochè impossibile. Lo sapevano bene i leader islamisti legati ad Ansar Dine e ad Al Qaeda che, una volta arrivati sul posto i soldati dell’Ecowas e francesi, hanno letteralmente fatto terra bruciata. A centinaia sono ripiegati nelle zone del nord del Mali, dove è difficile riuscire a tenere sotto controllo il territorio, e da dove è sin troppo facile varcare il confine verso l’Algeria o verso il Niger. In Algeria però esiste un governo forte, e l’esercito di Algeri ha mostrato di essere pronto ad agire contro gli estremisti islamici, rendendo quindi non consigliabile la fuga dei terroristi. Diverso il discorso in Niger, dove la debolezza del governo di Niamey potrebbe rendere possibile un allargamento pericoloso del conflitto. Secondo Foreign Affairs infatti, le milizie islamiche si sarebbero limitate a ritirarsi ancora più nordest nel Paese, inseguite sul campo anche dai tuareg, decisi a vendicarsi dopo essere stati messi da parte da Ansar Dine. A marzo però le truppe francesi verranno richiamate a Parigi, e quindi la partita rimarrà in mano ai soldati africani dell’Ecowas, con tutta l’incertezza del caso. Un risultato potrebbe essere lo spostamento del problema nel vicino Niger, paese che rischia quindi di subire una destabilizzazione preoccupante ancor più che proprio in Niger si sono rifugiati migliaia di libici fedeli a Muammar Gheddafi assieme a uno dei suoi figli.

Intanto il Mali proverà a ricominciare eleggendo il nuovo presidente  della Repubblica il prossimo 7 luglio. Lo ha annunciato oggi il governo. Un voto che ha un’importante valenza politica dopo l’intervento francese per liberare il nord del Paese occupato dai ribelli islamici. Poco piu’ di due settimane fa, dopo la riconquista da parte delle forze francesi e maliane di Gao e Timbuctu, il presidente ad interim Dioncounda Traore aveva annunciato che il suo governo aveva intenzione di tenere le presidenziali il 31 luglio.

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