Mandela: il comunista africano che l'Occidente vuole dimenticareTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Mandela: il comunista africano che l’Occidente vuole dimenticare

Dopo la morte di Mandela i media hanno cercato di far passare una versione edulcorata del grande leader anti-apartheid, presentandolo alla stregua di un Gandhi nero. In realtà Mandela è stato un grande comunista, e non se ne è mai vergognato nè pentito.

Un vero comunista, che non ha mai rinnegato le sue idee nè ha mai tradito gli ideali cui ha sacrificato gran parte della sua vita. Alla morte di Nelson Mandela i media hanno preferito far calare il silenzio sul suo passato, presentandolo come un uomo straordinario più simile alla figura di un’asceta alla Gandhi piuttosto che a quello che è stato, ovvero un comunista africano che ha lottato con tutte le sue forze contro il colonialismo, il razzismo e il capitalismo. La conferma che Nelson Mandela era un comunista a tutti gli effetti è giunta dal Partito Comunista del Sudafrica e dal Congresso Nazionale Africano, (SACP e ANC) che hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali che riconoscono quello che era già ben noto tra gli esperti, ovvero che Nelson Mandela era realmente un leader del Partito Comunista, e realmente ha servito nell’organizzazione legata al Comitato centrale sovietico. Secondo quanto riferito dal SACP Mandela fu un alto funzionario nell’alto organo decisionale del Partito Comunista del Sudafrica, e lo fu fino al giorno della sua morte. Dunque il “comunismo” non fu un peccato di gioventù, bensì proprio la vera essenza di un uomo straordinario, un uomo che si è cercato di esorcizzare tacendo i lati considerati più scomodi del suo passato.

Del resto moltissimi degli ammiratori occidentali di Mandela sono convinti di apprezzare un personaggio ben diverso dalla realtà dal momento che continuano a ritenere che la sua adesione al comunismo internazionale fosse solo un “matrimonio di convenienza”. Non solo, si sono spinti ancora altre, sostenendo che in realtà fosse una balla la sua adesione al comunismo, una bugia costruita e diffusa da estremisti di destra, rifiutandosi di accettare una realtà scomoda, ovvero che Mandela era sinceramente comunista.

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Ovviamente sono tanti i giornali che hanno utilizzato questo fatto inconfutabile per in qualche modo gettare ombra sulla vita luminosa di Mandela, andando per esempio a ritrovare gli episodi di violenza da lui organizzati prima di finire nelle galere dell’Apartheid, un esercizio di distorsione della storia clamorosa che depotenzia le terribili atrocità fatte patire dall’Occidente e dal colonialismo alle popolazioni africane. Alcuni guardano addirittura con sgomento all’ammissione del SACP: “Durante il suo arresto nell’Agosto del 1962, Nelson Mandela non era solo un membro del clandestino Partito Comunista del Sudafrica ma era anche membro del Comitato Centrale del nostro Partito”, pronti a tutto pur di non vedere la verità, ovvero che i comunisti erano al fianco dei popoli oppressi, mentre il capitalismo era accanto al regime dell’apartheid; costoro sono pronti persino a infangare la figura di Mandela piuttosto che compiere dure ammissioni a se stessi. Del resto il tacere che Mandela fosse comunista è convenuto a molti, il vice segretario generale del SACP, Solly Mapaila, aveva infatti dichiarato che venne occultato per motivi politici anche perchè ai tempi dell’apartheid i comunisti venivano letteralmente discriminati e presi di mira. I comunisti in Sudafrica del resto, con il loro immenso tributo di sangue, giocarono un ruolo di primo piano nella lotta di liberazione del Paese.

Ma tutto questo ora ci induce a soffermarci su un altro aspetto: esistono siti, anche in Italia, che riportano questa stessa notizia sdegnata, riportando che il semplice fatto che Mandela fosse comunista dovrebbe farlo vedere sotto una luce negativa. Si tratta, ancora una volta, di becero fanatismo e razzismo travestito da odio per il comunismo, si tratta di una ammissione di rabbia nei confronti della storia, quella sì, inclemente nell’emettere i suoi giudizi. Così si pensa che il comunismo abbia “rovinato” l’immagine di Mandela, senza chiedersi del perchè un uomo straordinario di Mandela fosse proprio comunista e non un mite capitalista. E non cambiò nemmeno dopo il carcere dal momento che in una dichiarazione ufficiale il SACP ha commentato “Dopo il suo rilascio dal carcere nel 1990, il compagno Madiba è diventato un grande e caro amico dei comunisti fino ai suoi ultimi giorni”. Dicono di essere fan della libertà e della democrazia, ma leggendo il modo con cui alcuni figuri si scagliano contro di lui, arrivando persino a teorizzare che Mandela abbia reso più diseguale di prima il Sudafrica, emerge solo il fanatismo che è stato coltivato in modo complice dalla nostra società.

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