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sabato , 22 luglio 2017
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Manifestazone di Forza Nuova a Cuneo, appello degli studenti antifascisti

Apprendiamo che il 29 settembre Forza Nuova, movimento della destra neofascista, ha indetto una data di mobilitazione nazionale, il cui slogan è “Italia – futuro – rivoluzione”, con cortei in alcune città italiane, tra cui Cuneo, Medaglia d’Oro per la Resistenza.

Tratto da http://oraesemprepartigiani.wordpress.com/

Come in Grecia, anche in Italia le organizzazioni fasciste approfittano della crisi economica per nascondere, dietro a proclami demagogici, il loro vero volto, antidemocratico e reazionario. È necessaria quindi una risposta di tutti gli antifascisti, poiché non sui può permettere che nelle città sfilino parate di squadristi, che sempre più di frequente si rendono colpevoli di aggressioni a danno di studenti e militanti, e di azioni contro centri sociali e altri spazi di aggregazione nelle scuole e nei quartieri.

I fascisti non possono scendere in piazza, ora come nel 1948, quando entrò in vigore la Costituzione, che vieta loro di ricostituirsi come forza politica. Non possono e non lo consentiremo, perché non accettiamo che le proteste di studenti e operai siano strumentalizzate da chi conserva l’eredità storica di un partito che, per salire al potere, represse ogni sollevazione nel sangue, fu uno strumento nelle mani della reazione e delle forze conservatrici per instaurare un regime autoritario e antidemocratico, propugnò i valori di Dio, patria e famiglia per mantenere l’ordine e assicurare agli Italiani conniventi pace e tranquillità, mentre ogni dissidente veniva ridotto al silenzio con l’omicidio o con il carcere.

I fascisti non possono scendere in piazza, perché la loro ideologia è tale quale quella del Ventennio: abolire ogni conflitto sociale tra lavoratori e capitalisti togliendo ogni diritto ai primi, per asservirli a un’”economia disciplinata” controllata da una parte dal Capitale e dall’altra dal randello dello Stato fascista; controllare il popolo e spazzare via ogni residuo di democrazia con una polizia violenta e senza alcun limite, esattamente come fanno oggi i governi che vogliono abbattere; indottrinare ogni strato della popolazione con valori clericali e conservatori di ordine e obbedienza.I fascisti non possono scendere in piazza, perché sono razzisti, xenofobi e omofobi: i loro proclami contro gli stranieri e gli omosessuali sono la voce dell’ignoranza di chi, da sempre, è stato istruito a scagliarsi contro una parte della popolazione, le cui istanze sono dipinte come una minaccia e un attentato ai valori della società, mentre in realtà sono avanguardia della battaglia per i diritti di tutti. I neofascisti non si dichiarano mai apertamente razzisti, ma nei metodi e nel merito non si distanziano mai dalla propaganda nazista, con l’unica differenza che agli ebrei, agli zingari e ai comunisti si sostituisce l’immigrato.

I fascisti non possono scendere in piazza, perché la libertà di opinione che invocano per manifestare il loro pensiero è sancita dalla Costituzione antifascista, scritta da partigiani che avevano appena riposto le armi per garantire, con quel testo, che mai più il nostro paese sarebbe stato minacciato da un’ideologia malata, serva di interessi di classe e non votata all’uguaglianza e alla democrazia.La nostra libertà è non avere uno Stato fascista, il nostro dovere è combatterlo: questo è l’insegnamento di chi, quando fu necessario, resistette all’occupazione tedesca e liberò le città oppresse dal nazifascismo. Ed è a questa presa di coscienza che siamo chiamati ogni volta che assistiamo ad azioni di sfida di questi gruppi di squadristi, che aggrediscono, distruggono, minacciano e al contempo fanno propaganda. Non si può permettere che le vie di Cuneo, città antifascista e baluardo della Resistenza, siano violate da una parata di svastiche e dalle croci celtiche; non è possibile che lo stesso luogo in cui nacque Duccio Galimberti, eroe nazionale per il CLN piemontese e comandante delle brigate partigiane di Giustizia e Libertà, dia spazio a una manifestazione del genere.

Questo è dunque un appello a tutti gli antifascisti piemontesi affinché si respinga la sfilata di Forza Nuova, come qualunque azione o iniziativa di gruppi di ispirazione fascista, e si combatta la connivenza delle istituzioni, che consentono che queste provocazioni abbiano luogo.Cuneo e il Piemonte ricordano le parole di Galimberti: “La guerra continua fino alla cacciata dell’ultimo tedesco, fino alla scomparsa delle ultime vestigia del regime fascista!”.

Ora e sempre Resistenza!

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