Marchionne: ancora promesse da marinaio sul futuro Fiat?Tribuno del Popolo
martedì , 12 dicembre 2017
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Marchionne: ancora promesse da marinaio sul futuro Fiat?

Dopo aver acquisito Chrysler, Sergio Marchionne ha rilasciato ad Ezio Mauro una lunga intervista su “Repubblica” nella quale ha delineato il “futuro” della Fiat. Marchionne ha fatto anche diverse promesse: “ saranno riattivati in pieno tutti gli impianti italiani”. Difficile credergli. 

 Sono passati nove giorni da quando la Fiat trionfalisticamente ha acquistato l’americana Chrysler. Tutti i media hanno utilizzato toni entusiastici per raccontare quanto successo, parlando di un grande successo della casa automobilistica torinese. A esultare però saranno stati solo i dirigenti e gli azionisti dal momento che i lavoratori italiani della Fiat non sorridono da anni e attendono da anni che Marchionne presenti un vero piano industriale, ormai stanchi delle promesse vuote. Ora Marchionne ha concesso una intervista a Ezio Mauro pubblicata su Repubblica nella quale ci spiega il futuro che ha in mente per la Fiat, un futuro a parole roseo, ma che non ci lascia presagire, in realtà, niente di buono.

“L’America ha creduto nelle nostre idee e ci ha aperto le porte. Lì, a differenza che da noi, il cambiamento piace. La cura ha funzionato e il mercato è ripartito prima del previsto”, ha detto Marchionne dimostrando ancora una volta di essere in malafede dal momento che in Italia non ha mai avuto il reale obiettivo di rilanciare la produzione; anzi conferma quanto suggerito da molti, ovvero che abbia preparato da anni proprio lo sbarco in America. “Ho avuto fin dall’inizio la faccia tosta di dire che Fiat non ci avrebbe messo neppure un euro. Abbiamo restituito al governo americano tutti i soldi che aveva messo in Chrysler“, ha poi aggiunto, dimenticando che forse qualche soldo andrebbe restituito anche al governo italiano che per decenni ha finanziato proprio la Fiat. E a chi accusa Marchionne di aver arrecato l’ennesimo danno all’Italia, Marchionne ha risposto duramente: Un danno per l’Italia? Tutt’altro: questa operazione ha permesso la sopravvivenza dell’industria italiana in un mercato dimezzato. Ora possiamo ripartire con reti e basi più forti”.

Tutto bene dunque? Non proprio. Marchionne nell’intervista ha candidamente ammesso che la società avrà un nome nuovo, e non solo, anche che la Fiat si quoterà dove ci sarà un accesso più facile di capitali: “Ci quoteremo dove c’è un accesso più facile ai capitali. La sede verrà decisa anche in base alla scelta di Borsa, ma avrà un valore solo simbolico”. Vale a dire la Fiat non si chiamerà più così e si sposterà in America, salutando l’Italia. Secondo Marchionne inoltre la Fiat del futuro si occuperà del mercato di fascia Premium, rilanciando Alfa e Maserati.Quale futuro allora per il lavoro in Italia? Anche qui solo promesse: “A Mirafiori-Grugliasco si faranno le Maserati. A Melfi le 500 X e piccole Jeep. A Pomigliano le Panda. A Cassino il rilancio dell’Alfa. Mi impegno: saranno riattivati in pieno tutti gli impianti italiani”. Ancora una volta promesse da marinaio?

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