Marchionne contro lo sciopero della Maserati perchè rovina l'immagine dell'aziendaTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Marchionne contro lo sciopero della Maserati perchè rovina l’immagine dell’azienda

L’ad Sergio Marchionne ha definito “irrazionale e incomprensibile” lo sciopero avvenuto lunedì alla Maserati di Grugliasco che ha interessato meno dell’11% del personale causando la mancata produzione di alcune auto. Secondo Marchionne si sarebbe trattato di uno sciopero “incomprensibile”.

La strada di Marchionne ormai la conosciamo molto bene tuttavia non possiamo fare a meno di non commentare la sua ennesima uscita a gamba tesa contro gli operai, questa volta della Maserati di Grugliasco, rei di aver realizzato un’ora di sciopero lunedì seguendo le indicazioni della Fiom per protestare sulle condizioni di lavoro e sui turno. Sembra che lo sciopero, che ha interessato poco meno dell’11% degli operai, circa 209 persone, avrebbe causato la mancata produzione di 11 auto, facendo così urlare Marchionne alle “perdite produttive in un momento così delicato“. Inutile ricordare proprio a Marchionne che è quello l’obiettivo che esattamente si prepone uno sciopero, altrimenti a che cosa servirebbe? Non solo, a questo si unisce la proclamazione del blocco degli straordinari, a sostegno della vertenza per il rinnovo del contratto, proclamata da Fim, Uilm, Ugl. Marchionne comunque si è spinto ancora oltre trovando il coraggio di inviare una lettera a “La Stampa“: “Quello che è successo pochi giorni fa ha certamente cancellato opportunità preziose per sfruttare alcuni picchi di domanda. Ma, cosa ben più grave, ha inferto un duro colpo al nostro e al vostro lavoro. Non ha offerto dell’Italia l’immagine che vorremmo portare nel mondo, quella di un Paese serio e di grande valore. Si è sprecata un’occasione per mostrare le capacità e le qualità dei lavoratori italiani . Insomma l’immagine che Marchionne vorrebbe esportare è quella di un Paese prono, dove i lavoratori accettano in silenzio ogni indicazione proviene dai capi d’azienda, rinunciando a forme basilari di rivendicazione come quelle dello sciopero. Marchionne propone una sorta di ritorno all’Ottocento, quando il concetto stesso di sciopero era messo in discussione dai capitani d’industria. Non sottovalutate l’effetto che le vostre azioni possono provocare. Oggi, a differenza del passato, anche la più piccola frattura ha un’eco molto più vasta del vostro ambito lavorativo e familiare“, ha poi ammonito Marchionne aggiungendo un “tutti osservano tutti” piuttosto inquietante. Inutile dire che le parole di Marchionne hanno scatenato un polverone tra i sindacati, e la sensazione è che oramai Marchionne abbia trovato una situazione in Italia assolutamente perfetta per portare avanti la sua visione del lavoro.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/italianembassy/6851546175/”>Italian Embassy in Washington DC</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/”>cc</a>

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