Marijuana legalizzata anche in Italia? Un modo per uscire dal MedioevoTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Marijuana legalizzata anche in Italia? Un modo per uscire dal Medioevo

Dopo la legalizzazione avvenuta in Colorado negli Stati Uniti e in Uruguay, il tema della legalizzazione della marijuana è giunto anche in Italia. Legalizzare servirebbe a colpire la criminalità organizzata ma anche a fare un gesto di giustizia prendendo atto del fallimento del medioevale proibizionismo.

Come al solito nel nostro Paese non esiste un dibattito indipendente, si parla dei temi che di volta in volta, altrove nel mondo, diventano importanti. Così mentre da noi sulle droghe leggere esiste una legge liberticida e medievale, la Bossi-Fini, che finisce per riempire le carceri di ragazzi trovati anche solo con pochi spinelli, all’estero le cose vanno diversamente, basterebbe chiedere a Pepe Mujica, il presidente dell’Uruguay, per comprendere come la legalizzazione della cannabis sia stato un modo per colpire veramente e frontalmente la criminalità organizzata. L’On. Fava della Lega Nord, forse perchè il Carroccio è da tempo alla ricerca di voti, ha deciso di sollevare nuovamente anche in Italia questo problema, e lo fa in modo grottesco dal momento che proprio la Lega Nord è stato uno dei più ottusi e medievali inquisitori contro le droghe leggere. Se non altro Fava ha avuto il merito di accedere i riflettori sul tema, e dopo di lui anche altri politici hanno cominciato a cavalcare l’onda anche se i leader del Carroccio hanno subito voluto prendere le distanze dalla, per una volta condivisibile, posizione del suo esponente. Anche il senatore Pd Manconi, attento a cavalcare l’onda, ha depositato una proposta di legge per depenalizzare la coltivazione. Il problema è che il dibattito sulla legalizzazione sta avvenendo, ancora una volta, partendo da basi sbagliate. Esistono nel Parlamento italiano personaggi che ritengono le droghe leggere alla stregua di droghe pesanti, un fatto di una ignoranza inaccettabile che contraddice la realtà. Non solo, il proibizionismo ha fallito in modo marchiano, basti pensare che secondo uno studio delle Nazioni Unite, l’Italia è al secondo posto nella lista di Paesi con il più elevato consumo di cannabis al mondo. Secondo un sondaggio del 2012 risulta che più del 20% della popolazione ha fatto uso di questa sostanza e questo dato raggiunge il 27% per i giovani tra i 17 e 18 anni (il 16-17% dei quali ammette di averne fatto uso nell’ultimo mese).  Insomma il centrodestra italiano negli ultimi dieci anni ha fatto, letteralmente, la guerra al 20% degli italiani minacciando di arrestarli per uno spinello con gli amici. Come se non bastasse qualsiasi legge che governa una società dovrebbe tenere conto dei comportamenti individuali più diffusi in quel Paese, non è possibile dunque vietare per legge un costume che riguarda il 20% della popolazione, si tratta di una proibizione arbitrale e dal sapore medievale. In che modo si può inoltre spiegare ai ragazzini che bere alcol è considerato legale mentre fumare marijuana è un reato grave che può portare anche all’arresto? Il risultato di tutto ciò è lo scollegamento ulteriore tra cittadini e istituzioni, con i cittadini soffocati dall’arbitrio delle leggi, incapaci di avere fiducia in uno Stato che colpevolizza le loro abitudini. Come sottolinea in modo intelligente Federico Varese su “La Stampa” inoltre è perlomeno ipocrita permettere il consumo di una modica quantità di una sostanza illecita; come è possibile infatti permettere il consumo di una sostanza che nessuno può produrre in modo legale? Come se non bastasse la legalizzazione della marijuana, oltre a sancire un miglioramento della salute in quanto le sostanze in vendita verrebbero controllate dallo Stato, e a colpire la criminalità organizzata, potrebbe essere anche un interessante volano di crescita economica, vedi la vendita di licenze e introiti fiscali a pioggia. Secondo alcuni docenti la legalizzazione della marijuana potrebbe fruttare fino a 10 miliardi di euro dalle imposte sulle vendite. Inoltre, fatto non secondario, la legalizzazione farebbe uscire 9000 persone dalle carceri immediatamente, quasi tutti piccoli spacciatori stranieri. Anche questo comporterebbe un netto risparmio per quanto riguarda l’amministrazione carceraria, e soprattutto permetterebbe di liberare posti per “veri” criminali. Emerge quindi con nettezza che uno Stato moderno avrebbe solo l’interesse a legalizzare, ma in Italia, purtroppo, il vento del Medioevo spira ancora forte.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/eggrole/5203469316/”>eggrole</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>cc</a>

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