Marx aveva ragione. Lo ammettono anche negli Stati UnitiTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Marx aveva ragione. Lo ammettono anche negli Stati Uniti

Marx aveva ragione, se ne stanno accorgendo anche in America dove il nome del filosofo di Treviri, ultimamente, viene pronunciato spesso. Il buon vecchio Karl aveva previsto molti fatti puntualmente verificatesi in questo XXI secolo..

Ultimamente negli Stati Uniti non si fa che parlare di Marx. Il motivo? in particolare sono i repubblicani ad accusare questo o quello di essere “marxista”, una volta è Papa Francesco, accusato da Rush Limbaugh, conduttore radiofonico e giornalista statunitense conservatore, l’altra volta è il nuovo sindaco di New York Bill De Blasio, accusato di essere un marxista impenitente dalle pagine del Washington Times. Inutile dire che molti di Marx ci hanno capito ben poco, forse perchè soprattutto ultimamente il clima non è dei migliori per approcciarsi alle sue idee con oggettività e imparzialità. Detto questo Sean Mcelwee su “Rolling Stone Music”, ha pubblicato un interessante articolo nel quale vengono riportate le cinque cose predette dal filosofo di Treviri che si sono poi puntualmente verificate e che testimoniano la veridicità del suo strumento di analisi dal momento che sono avvenute più di un secolo dopo la sua vita.

Innanzitutto ha previsto la grande recessione, direttamente dipendente dalla natura caotica del capitalismo. Marx infatti aveva previsto che la sete di profitti avrebbe portato le compagnie a meccanizzare le industrie, producendo di più e più merci mentre gli stipendi dei lavoratori sarebbero stati fatti a pezzi fino al punto che non sarebbero più stati in grado di acquistare le merci da essi stessi prodotte. Del resto i fatti moderni che vanno dalla Grande Depressione fino alla bolla immobiliare possono essere definiti con il termine “capitale fittizio” coniato da Marx.

Ma non è finita qui, Marx aveva previsto anche che la tendenza del capitalismo a concentrare grande valore su prodotti essenzialmente arbitrari, avrebbe, prima o poi, condotto a quella che aveva chiamato essenzialmente come una dipendenza indotta nei confronti di bisogni immaginari, indotti e innaturali. Insomma sembra una descrizione della moderna dipendenza da apparecchi elettronici alla fine del tutto superflui ma che drenano miliardi e miliardi di dollari verso una continua ricerca del soddisfacimento di bisogni sempre nuovi.

Marx ci aveva visto giusto anche sull’idea della “globalizzazione”, entrata nel gergo comune soprattutto negli ultimi vent’anni, Il capitalismo sta andando in giro per il mondo in cerca di nuovi mercati, proprio come previsto da Marx che aveva parlato del bisogno di una costante espansione del mercato sull’intera superficie del mondo. Secondo il filosofo tedesco il capitalismo non si sarebbe arrestato di fronte a nulla, stabilendo connessioni dappertutto. Oggi tutto questo ci sembra quasi scontato, ma Marx scrisse tutto ciò nel 1848, quando le comunicazioni erano molto ma molto meno facili. Non solo, aveva anche previsto che la globalizzazione sarebbe arrivata per la ricerca morbosa del capitalismo di forza lavoro più economica, e anche per la bramosia incessante di risorse naturali.

Tutto qui? Ebbene no. Marx aveva anche previsto la formazione di grandi monopoli di mercato che avrebbero centralizzato affari e produzione. Ed in effetti con l’evolversi del capitalismo abbiamo assistito proprio a questo, alla distruzione dei piccoli centri di produzione e la loro sostituzione con grandi centri di produzione e corporations peraltro favorite dalla politica e dal funzionamento dell’economia.

Infine, Marx aveva previsto anche il crollo degli stipendi dei lavoratori e l’aumento verticale dei profitti. Il filosofo aveva immaginato che i capitalisti vorrebbero pagare il meno possibile per il lavoro, e diventa assai più facile realizzare questa aspirazione quando ci sono molti lavoratori disponibili. Dopo una recessione, utilizzando l’analisi di tipo marxista, potremmo quindi facilmente prevedere che una grande disoccupazione porterà a stipendi bassi e a profitti enormi perchè i lavoratori saranno troppo spaventati dalla disoccupazione per abbandonare i loro lavori sfruttati e mal pagati.

Insomma visto quanto c’aveva visto lungo non resta che ritornare alla sua massima principale: “Lavoratori di tutto il mondo unitevi, non avete da perdere che le vostre catene“.

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