Mattarella e le "ombre" della Terza Guerra MondialeTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Mattarella e le “ombre” della Terza Guerra Mondiale

Dopo Papa Francesco ora anche il presidente della Repubblica Mattarella ha parlato apertamente di “germi della Terza Guerra Mondiale”, che però nel suo caso andrebbero ricercati nell’emergere del terrorismo su scala globale. Ma Mattarella ignora che a lavorare per un conflitto globale, purtroppo, non è solo il “terrorismo”.

Il terrorismo alimentato anche da fanatiche distorsioni della fede in Dio sta cercando di introdurre nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Africa i germi di una terza guerra mondiale. Sta alla nostra responsabilità fermarla“, queste le parole molto forti scelte dal presidente della Repubblica Mattarella nel corso del Meeting di Rimini. Mattarella ha poi esortato il paese a fermare l’odio per evitare che le cose degenerino, e ha invocato per l’Europa un ruolo di dialogo tra le religioni e di integrazione. Parole tutto sommato anche condivisibili dal momento che il terrorismo ha seminato morte e distruzione in tutto il Medio Oriente e non solo, vedi l’insorgere del Califfato dell’Isis e la guerra in Siria. Peccato che si analizzi la situazione del terrorismo senza sforzarsi di capirne le cause, e questo rende del tutto parziale il tentativo di comprenderlo come fenomeno. A volere una Terza Guerra Mondiale infatti non è solo il terrorismo, basti pensare che paesi considerati alleati dell’Occidente come la Turchia hanno intrattenuto rapporti perlomeno dubbi con l’Isis in Siria, a segnalare che non è solo questione di lotta tra religioni ma anche, come al solito, della lotta geopolitica per il potere. Semmai si potrebbe sostenere che le potenze mondiali non si fanno più alcuna remora a utilizzare terroristi di ogni tipo per perseguire i propri obiettivi, ma anche questa non è una novità basti pensare agli Usa che finanziarono i talebani afghani contro l’Urss. Ma Mattarella ha avuto ragione se non altro nel portare nuovamente l’argomento sui giornali dopo che qualche tempo fa di “Guerra Mondiale a pezzi” aveva parlato nientemeno che Papa Francesco. La sensazione è che ci siano paesi che non hanno alcuna intenzione di farla finita con il terrorismo in quanto questa situazione di guerra globale permette a qualcuno di fare i propri interessi, e questo più che terrorismo ci sembra realpolitik e logica di potenza, la stessa che nel secolo scorso ha portato a due guerre mondiali.

Gb

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