Mauro e gli F35. Quando le istituzioni si riducono a fare spot da banana republicTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Mauro e gli F35. Quando le istituzioni si riducono a fare spot da banana republic

Per amare la pace, devi armare la pace. Gli F35 fanno ciò. Questa è una delle frasi virgolettate, sovraimpresse davanti ai faccioni di bronzo dei loro “proprietari”, con cui avantiieri la Lockheed Martin pubblicizzava in una proiezione per la stampa a New York i suoi joint fight striker jet, gli aerei caccia F35.

La cosa grave è che il personaggio in questione è l’ex berlusconiano, ora con Monti, ministro alla difesa del governo Letta Mario Mauro. Il fatto, gravissimo e che ci lascia sbigottiti, di un ministro della repubblica che giri uno spot per una multinazionale produttrice di armamenti è la sintesi dello sfacelo in cui è ridotto il nostro paese. Oltre all’immagine ridicola che il ministro in questo modo ha dato di un paese che, dopo essere uscito dalla tragedia della Seconda Guerra Mondiale, ha inserito fra i capisaldi della propria costituzione il netto rifiuto della guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali, ciò dimostra tutta la subalternità del governo Letta alla volontà della NATO e di un mercato occidentale che, dopo aver visto crearsi la propria crisi a causa dei propri giochetti finanziari e del progressivo abbassamento del salario reale e delle condizioni di vita di un lavoro sempre più precarizzato e deregolamentato in occidente, non trova altro modo per mantenere la propria egemonia che quello di continuare la scia sanguinosa delle guerre imperialiste, volte ad imporre il suo predominio su fette sempre più consistenti del mondo e ottenere risorse a costo sempre più infimo per lorsignori, col fine di mantenere sempre lo stesso margine di guadagno ed evitare quella che il buon vecchio Karl Marx chiamava caduta del saggio di profitto. Una subalternità che la Banca centrale europea e i grandi capitali i cui interessi stanno dietro ad essa ci fanno pagare, in modo salatissimo ed ingiusto, a noi come agli altri popoli dei paesi più deboli d’Europa, complici classi politiche locali vergognose e farsesche, utili solo a replicare nel proprio paese le manovre lacrime e sangue buone solo ad impoverire popoli e stati e ad arricchire sempe e solo i profitti dei soliti banchieri ed industriali. E il prezzo che ci fanno pagare consiste in una disoccupazione giovanile al 36%, in un esercito di disoccupati che nel nostro paese supra i 3 milioni di unità, nella totalità di nuovi contratti a tempo determinato buoni solo a ridurre i diritti di chi lavora e renderlo ricattabile, nella progressiva smantellazione di diritti dei lavoratori(con Renzi che pubblicizzandosi ipocritamente come il nuovo manda in realtà avanti le stesse logiche liberiste vetuste e fallimentari), nell’inserimento in costituzione di un fiscal compact che distrugge qualsiasi possibilità di intervento pubblico a salvaguardia delle fasce più deboli della società(mentre per comprarsi fallatissimi F35 dovremo spendere 90 miliardi, di cui 3.5 già spesi per la portaerei Cavour per farli decolllare ed atterrare). Nella distruzione della scuola, nell’isolamento dei lavoratori, specialmente quelli più giovani, in un esercito precario sempre più isolato e in competizione interna per le briciole “gentilmente concesse” da un padrone(chiamiamoli col loro nome per una volta!), incapacitato in questo modo ad unirsi per rivendicare ciò che sarebbe suo di diritto. Per usare una frase del buon vecchio Lenin, a noi cara e sempre più attuale, i Comunisti Italiani e la loro giovanile (la FGCI) pensano invece, di fronte a questa tragedia sociale, che sia giusto “Espropriare gli espropriatori”. Perchè nessuno ci regala nulla, anzi, se non c’è un poderoso movimento comunista ed operaio, e la storia di questi ultimi anni ce l’ha insegnato, ci sono solo immiserimento e povertà.

Federico Quondamatteo, FGCI Fermo

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