McDonald's saluta la CrimeaTribuno del Popolo
venerdì , 9 dicembre 2016
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McDonald’s saluta la Crimea

McDonald’s saluta la Crimea

La nuova guerra fredda tra Usa e Russia tocca anche l’ambito della cucina con Kiev che ha vietato le importazioni di cioccolatini e altri prodotti russi e la Crimea che ha risposto chiudendo i McDonald’s.

La guerra fredda tra Russia e Occidente ha raggiunto ora un nuovo stadio con veti incrociati e sanzioni che riguardano anche l’ambito culinario. Kiev infatti ha deciso di bandire i cioccolatini russi e anche una lunga serie di prodotti che danneggerebbero la salute dei consumatori ucraini, tra cui anche arighe, sardine, pesce in scatola e diversi tipi di formaggi. Oleg Tyahnibok, leader di Svoboda, partito di estrema destra protagonista del Maidan, è stato il primo a chiedere l’intervento del governo, tutto questo mentre è stata lanciata una campagna nazionale di boicottaggio di prodotti made in Russia. Come da tradizione di ogni estrema destra che si rispetti inoltre i prodotti nazionali vengono quasi sponsorizzati con etichette con su scritto “Compra le nostre cose, difendi il Paese“, con alcuni solerti commercianti che promettono persino di versare 10 copechi per ogni acquisto all’esercito ucraino. Del resto in alcuni quartieri di Kiev l’acquisto di prodotti made in Mosca sarebbe già calato del 40%. Stranamente a Kiev nessuno boicotta i prodotti delle multinazionali occidentali, stranezze di questa “rivoluzione” del Maidan egemonizzata dai neofascisti. Intanto però McDonald’s ha chiuso in Crimea per non meglio precisati motivi industriali e ha offerto ai suoi dipendenti un nuovo posto di lavoro in Ucraina. A Mosca hanno preso i boicottaggi ucraini molto sul serio al punto che l’ultranazionalista  Vladimir Zhirinovski ha deciso di lanciare una campagna di boicottaggio per la chiusura dei locali McDonald’s in tutto il Paese: “McDonald’s ha chiuso i suoi ristoranti in Crimea. Questo è molto positivo. Desidero che faccia lo stesso qui. Darò istruzioni alle organizzazioni cittadine del mio partito di tenere manifestazioni vicino a tutti i ristoranti McDonald’s”. In Russia McDonald’s ha diverse centinaia di punti vendita, con un tasso di crescita e rendimenti molto alti, ecco che forse a Washington potrebbero non prenderla molto bene.

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/thomashawk/13215473883/”>Thomas Hawk</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.0/”>cc</a>

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