Mediaset in crisi nera. Il crollo dell'Impero del Cavaliere | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Mediaset in crisi nera. Il crollo dell’Impero del Cavaliere

Spira una brutta aria in casa Mediaset con l’azienda che ha dovuto pianificare tagli per 150 milioni. Giornalisti e personale sono sul piede di guerra e minacciano scioperi per quella che sembra essere la fine di un’era.

Un’impero che si sgretola, così potremmo parlare del “Biscione” più famoso tra gli italiani,quello che per intenderci ha reso grande Silvio Berlusconi. Ora però la crisi si fa sentire per tutti e soprattutto la sua azienda ha dovuto varare un piano di risparmio triennale da oltre 250 milioni di euro nel luglio 2011. Oggi però quel piano non basta più e la raccolta pubblicitaria è persino peggiorata, costringendo l’azienda di Berlusconi a ridimensionarsi, un pò quello che sta accadendo al Milan. Così il Biscione ha deciso tagli per altri 150 milioni di euro. Per un totale di 400 milioni, con l’esternalizzazione dell’intera struttura della controllata Videotime, con i suoi 74 lavoratori e le sedi regionali. Insorgono i sindacati, mentre i giornalisti di tutte le testate dichiarano lo stato di agitazione. La revisione è emersa ieri a seguito di un incontro tra i rappresentati di Mediaset e le sigle sindacali. Proprio il vicepresidente Pier Silvio Berlusconi nei mesi scorsi aveva già fatto riferimento ad altre misure di risparmio da accompagnare al piano di tagli da oltre 250 milioni di euro. L’incremento di 150 milioni del piano di risparmio comunque ha sorpreso tutti, anche gli analisti più pessimisti, e tra le misure decise dall’azienda ci sarà anche il progetto di esternalizzazione di dieci sedi regionali della controllata Videotime, che si occupa dell’ideazione e realizzazione dei programmi tv. Chiaramente i sindacati sono scesi sul piede di guerra e hanno preparato un pacchetto di otto ore di sciopero che potrebbe già entrare in vigore a partire da venerdì, come peraltro annunciato dal segretario nazionale con delega all’emittenza della Uilcom-Uil, Pierpaolo Mischi. Proprio Mischi dopo il primo incontro di ieri tra azienda e sindacati (Uilcom-Uil, Slc Cgil e Fistel-Cisl), ha detto di essere contrario all’operazione e ha parlato di “processo di espulsione di lavoratori e attività dal gruppo“.“Non e questo il modo giusto per cercare di contenere i costi e rilanciare l’azienda anche nell’attuale periodo di forte crisi, sia di fatturato sia di contrazione, negli investimenti pubblicitari”, ha attaccato Mischi. Solidarietà ai lavoratori di Videotime è arrivata da tutti i giornalisti Mediaset.

 

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