Medio Oriente. 13.000 edifici palestinesi in Cisgiordania attendono la demolizioneTribuno del Popolo
lunedì , 22 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Medio Oriente. 13.000 edifici palestinesi in Cisgiordania attendono la demolizione

Secondo le Nazioni Unite ci sarebbero ben 13.000 ordini di demolizione di strutture palestinesi della cosiddetta “Area C” in Cisgiordania. Dal 1988 a oggi Israele ha distrutto già 2800 edifici, mentre gli altri rimangono per certi versi “sospesi”, con la paura che le ruspe possano arrivare da un momento all’altro. Questo nonostante il controllo dell’Area C, sulla base degli accordi di Oslo spetterebbe all’Autorità Palestinese.
E’ davvero precaria la situazione  di quei palestinesi che vivono in Cisgiordania con la “spada di Damocle” della demolizione sulla testa. Stiamo parlando di palestinesi che hanno davvero poche possibilità di ottenere un permesso di costruzione nella regione della “West Bank”, il tutto mentre Israele potrebbe demolire gli edifici presenti da un momento all’altro. A segnalare il problema l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari nel territorio Palestinese occupato (OCHA-oPT), che ha ricordato come circa 13.000 edifici palestinesi, case incluse, sono come congelate nell’Area C della Cisgiordania. Il rapporto in questione si chiama esemplificativamente “Under Threat”, ovvero sotto minaccia. E infatti dal 1988 a oggi Israele ha fatto demolire circa 2800 edifici da quando ha cominciato a diffondere ordini di demolizione, e cene sarebbero migliaia “congelate” che potrebbero essere eseguite da un giorno all’altro. Gli ordini di demolizione infatti non scadano e lasciano migliaia di edifici in uno stato costante di incertezza e minaccia che non fa che peggiorare la situazione di povertà e penuria di beni. Anche perchè solo pochissimi palestinesi riescono ad ottenere i permessi con l’Amministrazione Civile Israeliana che ha rivelato come solamente l’1,5% delle richieste presentate di costruzione per l’Area C dal 2010 al 2014 sia stato approvato. In sostanza a causa della politica decisa dalle autorità israeliane per i palestinesi diventa quasi impossibile ottenere il permesso di costruire nell’Area C, e del resto solamente meno dell’1% di tutta la zona è stata destinata a ospitare edifici palestinesi. Su un totale di 11134 ordini di demolizione circa 570 sarebbero sul punto di venire eseguiti. Solo per rendere l’idea nei primi sei mesi del 2015 l’Amministrazione Civile ha distrutto 245 strutture palestinesi nell’Area C.
Per Area C si intende una zona che equivale al 60% della Cisgiordania che è stata attualmente divisa in tre parti distinte chiamate per l’appunto: A, B e C sulla base dell’accordo di Oslo del 1995 su Cisgiordania e Striscia di Gaza. Secondo l’accordo di Oslo l’area X sarebbe stata da destinarsi all’Autorità Palestinese entro la fine del 1998, fatto questo che non è mai accaduto anche perchè Israele ha preso il controllo militare della regione anche se attualmente ci vivono qualcosa come 300.000 palestinesi. Ultimamente comunque un certo numero di organizzazioni internazionali e associazioni si è unita alle proteste dei palestinesi nei confronti delle attività di demolizione israeliane nella regione, anche se al momento il pericolo non è stato scongiurato. Da parte sua Israele continua a sostenere che i residenti possono sempre inoltrare una richiesta per legalizzare le costruzioni nella zona, tuttavia la percentuale di successo è talmente bassa che molti comunque dovranno continuare a convincere con il timore di perdere la casa da un giorno all’altro.
Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top