Medio Oriente. Anche gli Usa mollano Ankara?Tribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Medio Oriente. Anche gli Usa mollano Ankara?

Gli Stati Uniti hanno detto alla Turchia di ritirare le proprie forze militari non autorizzate dall’Iraq. La Casa Bianca avrebbe ingiunto ad Ankara di rispettare la sovranità territoriale dell’Iraq. Che sia un primo segnale del fatto che a Washington hanno deciso di scaricare Erdogan perlomeno in merito alla questione siro-irachena?

La notizia del giorno è che gli Stati Uniti hanno ufficialmente invitato la Turchia a ritirare il proprio personale militare che si trova attualmente nella parte settentrionale dell’Iraq. Qualche giorno fa infatti i turchi avevano inviato personale e mezzi militari nella zona di Mosul scatenando la reazione del governo di Baghdad, ma i turchi non hanno ascoltato le richieste del governo iracheno, alimentando quindi nuove tensioni nella regione. Ora sulla base di quanto riferito da RT.com il governo degli Stati Uniti avrebbe chiesto direttamente ad Ankara di ritirare il proprio personale militare “non autorizzato” dal nord dell’Iraq, invitando peraltro la Turchia anche a rispettare la sovranità e l’integrità territoriale del paese.

Il vice presidente americano Joe Biden ha parlato nelle corse ore con il primo ministro iracheno Haider al-Abadi proprio riguardo al problema delle truppe turche che stanziano in territorio iracheno. Evidentemente alla Casa Bianca hanno deciso di prendere le lamentele di Baghdad sul serio, per una volta, e la stessa Casa Bianca ha diramato un comunicato stampa molto chiaro: “Il vice presidente ha riaffermato l’attenzione degli Stati Uniti alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Iraq e ha chiesto alla Turchia di fare lo stesso ritirando le proprie forze militari dal territorio iracheno che non sono state autorizzate dal governo iracheno“. Biden ha quindi fatto pressioni sulla Turchia per incrementare la cooperazione con l’Iraq nella lotta all’Isis. E dire che proprio il governo iracheno aveva minacciato i turchi di ritorsioni nel caso non avessero ritirato le loro truppe entro 48 ore, arrivando persino a dichiarare di voler coinvolgere la Nato, dicendo che sarebbe stata responsabilità dell’alleanza militare usare la sua autorità per imporre alla Turchia di ritirarsi.

Evidente l’imbarazzo degli Stati Uniti che hanno inizialmente cercato di minimizzare la vicenda parlando solo di una disputa di poco contro tra Iraq e Turchia, ma poi ovviamente anche Mosca ha preso posizione sulla vicenda chiamando come “presenza inaccettabile” quella turca in Iraq: “Un altro fattore molto pericoloso per aumentare le tensioni internazionali è la presenza fuorilegge delle forze armate turche nel territorio iracheno vicino a Mosul, dove sono arrivati senza alcuna richiesta o approvazione del governo legittimo dell’Iraq“, ha detto il ministero degli Esteri russo (RT.com). Che in qualche modo dopo l’incontro tra Lavrov e Kerry a Mosca gli Usa abbiano in qualche modo deciso di abbandonare la Turchia al proprio destino? Difficile a dirsi, quello che possiamo dire è che in teoria il governo iracheno non dovrebbe essere molto simpatico agli Usa in quanto stretto alleato di Teheran e di Damasco nella lotta all’Isis e nell’orbita che possiamo chiamare “sciita”. O forse è solo una mossa esteriore degli Usa per fingersi imparziali nei confronti della Turchia, che invece serve eccome alla Casa Bianca per rappresentare i propri interessi nella regione.

Photo Credit @https://commons.wikimedia.org/wiki/File:US_Navy_060319-N-8252B-002_An_Iraqi_Army_soldier_stands_guard_at_a_new_Iraqi_guard_station.jpg

Gracchus Babeuf

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