Medio Oriente. Arrivano i bus separati per israeliani e palestinesi | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Medio Oriente. Arrivano i bus separati per israeliani e palestinesi

Agghiacciante notizia in arrivo dal Medio Oriente, dove la compagnia di trasporti pubblici israeliana Afikim ha deciso di creare linee riservate ai palestinesi per venire incontro alle proteste dei coloni. 

Palestinian holds up flag as he celebrates reconciliation agreement between rival Palestinian factions Fatah and Hamas during rally in Gaza City

Come riportato da Nena News, da tempo osservatori internazionali, giornalisti e addetti ai lavori si interrogano sulle politiche di apartheid portate avanti da Tel Aviv tanto nei Territori Occupati, quanto in Palestina, nei confronti dei palestinesi. Queste politiche di apartheid hanno trovato conferma nella decisione della compagnia di trasporti pubblici israeliana Afikim di annunciare la creazione di linee riservate ai palestinesi, questo per accontentare le proteste dei coloni israeliani. Gli autobus della compagnia, che opera in Cisgiordania e collega i Territori a Israele, di solito vengono utilizzati anche da quei lavoratori palestinesi che devono recarsi ogni mattina oltre il Muro con il permesso di lavoro. Ai coloni israeliani evidentemente non piace dividere i bus di linea con i palestinesi, per questo si è deciso di dividere i clienti sulla base dell’etnia, dedicando loro dei bus specifici. Come prevedibile la notizia ha sollevato un vespaio di polemiche, ma il governo di Tel Aviv non ha voluto fare marcia indietro, e anzi ha difeso il progetto a spada tratta: “Le nuove linee non sono linee separate per palestinesi, ma piuttosto due diverse linee per migliorare i servizi offerti ai lavoratori arabi che entrano in Israele dal checkpoint di Eyal. Il Ministero non è autorizzato a impedire a nessun passeggero di salire a bordo di un mezzo di trasporto pubblico: la creazione delle nuove linee è stata fatta con il completo accordo dei palestinesi“. Secondo il governo quindi non  si tratterebbe di segregazione, ma di un semplice tentativo di rendere meno affollate le linee. Ma la realtà è un’altra, i coloni israeliani hanno accusato direttamente i lavoratori palestinesi di rappresentare un rischio per la sicurezza. “Il tentativo di segregazione è palese e le giustificazioni fornite (‘rischio per la sicurezza’ e ‘eccessivo affollamento’) non possono permettere il camuffamento di una politica razzista“, ha commentato il direttore esecutivo dell’associazione israeliana per i diritti umaniB’Tselem, Jessica Montell. Purtroppo però, dal punto di vista legale, non si può fare nulla al momento dal momento che legalmente non esistono i mezzi adeguati a impedire la misura: Non siamo autorizzati a rifiutare il servizio e non ordineremo a nessuno di scendere dall’autobus - ha commentato un autista della compagnia Afikim a NenanewsMa a partire dalla prossima settimana, ci saranno controlli ai checkpoint e ai palestinesi sarà chiesto di salire sui loro autobus. Sicuramente, tutti grideranno all’apartheid e al razzismo. Non è così, forse il Ministero avrebbe dovuto trovare un’altra soluzione, ma ad oggi la situazione è impossibile da gestire”. Ma non è la prima volta che questo accade dal momento che già in passato più volte passeggeri palestinesi sono stati costretti a scendere dagli autobus su ordine della polizia israeliana.

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