Medio Oriente. E' giorno della "Nakba" palestineseTribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Medio Oriente. E’ il giorno della “Nakba” palestinese

Il 15 maggio è stato il giorno della Nakba, ovvero dell’espulsione dei palestinesi da Israele nel 1948. A Ramallah, dove si sono verificati scontri, la giornata è stata ricordata da migliaia di manifestanti che hanno sfilato nei territori occupati.

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Il 15 maggio del 1948 si consumava la Nakba, la catastrofe del popolo palestinese, che proprio quel giorno venne allontanato dalle sue terre per la creazione dello stato di Israele. Si tratta del sessantacinquesimo anniversario della Nakba, una data che per tutti i popoli arabi ha un significato molto particolare. Il 14 maggio del 1948 non era una data come le altre, fu il giorno della vigilia della scadenza del mandato britannico sulla Palestina, e quindi del riconoscimento che le Nazioni Unite diedero in modo unilaterale alla nascita di Israele. Il 15 maggio 1948 è quindi una data controversa, che divide ulteriormente due popoli, quello israeliano e quello palestinese, lungo linee di faglia difficili da ricucire. Il 15 maggio è il giorno della catastrofe, della Nakba, per i palestinesi, mentre al contrario è la festa della nascita dello Stato ebraico per gli israeliani. Per molti palestinesi quella data significò la perdita della propria casa, l’inizio dell’occupazione militare dei propri territori, e la fuga spesso e volentieri verso i campi profughi di Giordania e Libano, solo l’inizio di una lunga odissea purtroppo non ancora conclusa.

Come ogni anno il 15 maggio in Cisgiordania i palestinesi sono scesi in piazza per la Nakba, e la tensione è subito salita fino agli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza israeliane. Come riportato dalla Reuters alcuni manifestanti hanno anche esposto striscioni con i nomi dei villaggi palestinesi che hanno lasciato il posto agli insediamenti israeliani. Secondo le stime divulgate dalle autorità palestinesi della Cisgiordania sarebbero circa 5 milioni i palestinesi rifugiati nel corso del tempo tra Siria, Gaza, Giordania e Libano, e spesso sono costretti a vivere in campi dove non vengono rispettate le minime norme igieniche.

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