Medio Oriente. E' tregua ma continua il blocco su Gaza | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Medio Oriente. E’ tregua ma continua il blocco su Gaza

Dopo la tregua raggiunta ieri sera tra Israele e palestinesi, Tel Aviv non lascerà comunque l’assedio su Gaza. Sono in molti a pensare che il blocco su Gaza sia una delle motivazioni che portano al conflitto tra israeliani e palestinesi..

Ieri alle 20,00 finalmente una buona notizia è arrivata da Israele: è entrata in vigore, almeno in teoria, una tregua. Inutile dire che è stata una notizia  che ha fatto tirare un sospiro di sollievo dal momento che almeno per un pò permetterà un minimo di tranquillità a Gaza, città ormai ridotta a uno spettrale ammasso di macerie fumanti. I palestinesi hanno accolto la notizia della tregua festeggiando, e chiaramente Hamas ha cercato di utilizzare la tregua come una vittoria politica. La tregua comunque si deve soprattutto alla mediazione dell’Egitto di Morsi, senza il quale probabilmente non se ne sarebbe fatto nulla. Aldilà della gioia transitoria per la tregua tuttavia, sono in molti coloro che ritengono che fin quando Israele continuerà ad assediare Gaza una vera e propria pacificazione non potrà mai avvenire. E’ quello che pensa ad esempio l’attivista pacifista Don DeBar, intervistato da Russia Today. Secondo DeBar la precondizione per una pace duratura dovrebbe essere il miglioramento delle condizioni di vita di Gaza a un livello superiore alla mera sopravvivenza. L’attivista ha ricordato ai microfoni del quotidiano russo che fin quando alla gente di Gaza saranno preclusi beni come cibo, medicine e materiali per ricostruire il loro paese, allora non vi sarà giustizia, e quindi probabilmente nessuna pace. In sostanza, secondo Don DeBar, fin quando continuerà il blocco israeliano, continuerà inevitabilmente anche la resistenza del popolo palestinese. L’attivista ha poi anche accusato gli altri paesi arabi, Egitto incluso, di avere alcune colpe nell’aver lasciato soli i palestinesi. Insomma, se Israele volesse davvero la pace secondo diversi attivisti dovrebbe prima pensare a togliere il blocco che affama e innervosisce oltre 1,5 milioni di persone nella Striscia. Intanto, fortunatamente, nelle ultime ore sono cessati i lanci di razzi verso Israele, e soprattutto le incursioni dell’aviazione israeliana sulla Striscia. In Israele, tuttavia, le misure di sicurezza vengono ancora mantenute. Come nei giorni scorsi le scuole che si trovano a distanza inferiore a 40 chilometri dalla striscia di Gaza resteranno chiuse ancora per qualche giorno. Anche i soldati israeliani dispiegati al confine rimarranno nelle loro posizioni per poi essere rilasciati gradualmente nei prossimi giorni, sempre che la tregua non venga infranta.

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