Medio Oriente. Come procede la guerra al terroreTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Medio Oriente. Ecco come procede la guerra al terrore

Mentre tutti guardano ai colloqui di pace tra Damasco e l’opposizione sul terreno in Siria si continua a combattere. Grazie all’intervento russo l’esercito di Damasco ha riconquistato importanti porzioni di territorio e lo Stato Islamico negli ultimi tre mesi sembra essere stato colpito duramente. Secondo stime francesi solo nel 2015 oltre 22.000 combattenti jihadisti sarebbero rimasti uccisi, e il Califfo avrebbe anche problemi finanziari. 

Mentre a Ginevra cominciano i colloqui di pace tra il governo di Assad e l’opposizione siriana, sul terreno la guerra infuria, una guerra che in cinque anni ha già ucciso oltre 250.000 persone e prodotto milioni di sfollati. Una guerra anarchica dove gruppi armati hanno diviso il conflitto in mille e più conflitti, una guerra che ha attraversato varie fasi ma che con l’inizio dell’intervento russo a ottobre 2015 sembra essere entrata in una delle sue ultime fasi. Gli attacchi russi infatti hanno seriamente lesionato la capacità offensiva dello Stato Islamico questo perchè sono stati condotti direttamente dalla Siria e in modo continuativo e coordinato con le forze di terra dell’esercito siriano, che non a caso negli ultimi tre mesi hanno riconquistato significative porzioni di territorio. Proprio alla vigilia della ripresa dei colloqui tra Damasco e opposizione infatti l’esercito siriano, che poi piaccia o no è l’unico gruppo armato organizzato a combattere in prima linea sul terreno con i jihadisti assieme all’esercito iracheno, ha riconquistato terreno intorno a Latakia lanciando una sostenuta offensiva supportata dall’aviazione russa e da Hezbollah che ha portato alla riconquista di Rabia, una delle ultime roccaforti jihadiste nella zona. Proprio negli ultimi giorni i soldati siriani hanno riconquistato anche la città di Salma mettendo in seria difficoltà i ribelli siriani in un momento estremamente delicato per il futuro del Paese. Inoltre nelle ultime ore anche i francesi hanno fatto il punto sulla situazione in Siria segnalando come attualmente l’Isis potrebbe contare su qualcosa come 35.000 combattenti di cui 12.000 di nazionalità straniera. Lo Stato Islamico nell’ultimo anno avrebbero subito almeno 22.000 morti a causa dei bombardamenti della coalizione, anche se sembra una cifra volutamente gonfiata dal governo francese soprattutto perchè i raid aerei decisivi per indebolire l’Isis sono stati principalmente quelli russi cominciati sul finire del 2015. In ogni caso il Califfo starebbe attraversando anche problemi economici a causa dei raid compiuti sui siti petroliferi.

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