Medio Oriente. Il piano dell'Occidente porterà solo altro caosTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Medio Oriente. Il piano dell’Occidente porterà solo altro caos

Sono passati quattro anni dal 2011 e le cose continuano a peggiorare. Lo Stato Islamico rimane una realtà e l’Occidente vive l’immigrazione di massa dei profughi come una vera e propria emergenza. Di fronte a ciò la sensazione è che i piani strategici dell’Occidente non faranno che aggravare la situazione, e di molto. Vi spieghiamo il perchè..o meglio ci proviamo..

No, non siamo degli aruspici o uomini in grado di guardare al futuro. Non ci va di certo un genio per capire che l’approccio con il quale l’Occidente sta cercando di rispondere al caos del Medio Oriente, peraltro da esso stesso determinato per gran parte, è completamente sbagliato. La rimozione di Gheddafi voluta dall’Occidente ha gettato nella miseria decine e decine di migliaia di persone e soprattutto ha provocato il collasso di uno Stato a poche miglia dalle nostre coste. Non solo, le guerre volute dall’Occidente hanno seminato morte e distruzione anche nell’Africa subsahariana dove, è bene ricordarlo, i francesi hanno realizzato ben due interventi: in Mali e in Costa d’Avorio, che hanno provocato altra distruzione, sommovimenti sociali e di popolo.

Inizialmente ci veniva spiegato che tali interventi erano umanitari, per aiutare le lotte di popoli oppressi dalle dittature, eppure questi interventi hanno scientemente seminato il caos, lasciando che le cose peggiorassero piuttosto che migliorare. E anche in questo caso non ci andava certo un genio anche perchè i “bravi ragazzi” che combattevano Gheddafi e combattono Assad non sono propriamente democratici, e se lo erano di certo sono stati spodestati dai jihadisti dell’Isis et similia. In questo contesto di “Guerra del Medio Oriente” l’Occidente non sta svolgendo un ruolo stabilizzatore, anzi, continua a ingerire negli affari interni dei singoli paesi per ottenere dei vantaggi geopolitici.

La Russia in questo caso è invece una potenza stabilizzatrice in quanto porta avanti alleanze preesistenti ai sommovimenti del 2011, di conseguenza continuando ad appoggiare Damasco in Siria si pone appunto come una potenza che vuole ripristinare lo status quo di prima del terrorismo. Gli Usa e l’Occidente invece essendo prima espulse dagli affari interni siriani praticano una strategia cinica con la quale intendono sedersi al banchetto e ritagliarsi dei pezzetti di Siria o dei vantaggi strategici a lungo termine. Ecco spiegato il motivo per cui paradossalmente gli Stati Uniti vedono i guerriglieri dell’Isis fare i propri interessi in Siria, ed ecco spiegato perchè la volontà della Russia di non abbandonare la Siria desta così tanto nervosismo.

Il problema è che continuando ad alimentare l’incertezza e il tutto contro tutti si rischia di raggiungere uno scenario di non ritorno in cui i potenziali profughi verso l’Europa sarebbero milioni piuttosto che centinaia o migliaia. E questo ovviamente avrà ripercussioni tanto sulla sicurezza dell’Europa quanto nella capacità di gestire ulteriori flussi migratori. Da qui la domanda: Chi trarrà ulteriore vantaggio dalla destabilizzazione del Medio Oriente?  Non la Russia dato che da tempo si temono inflitrazioni terroristiche nella popolazione musulmana del paese e dunque non avrebbe alcun interesse a infiammare la regione. Non l’Iran che avendo raggiunto l’accordo sul nucleare non avrebbe alcun interesse a mire espansionistiche. A questo la risposta è quasi sottointesa…

Dc

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