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lunedì , 23 ottobre 2017
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Medio Oriente. Quanto è probabile una implosione di Riad?

Impegnata militarmente in Yemen, in prima fila nel supportare l’opposizione siriana a Damasco sin dal 2011, l’Arabia Saudita potrebbe ora dover fare i conti con alcuni problemi interni che rischiano di fare esplodere molte contraddizioni all’interno del regno saudita.

Un alleato imbarazzante, l’Arabia Saudita, ma anche molto comodo in quando rappresenta un alleato della Nato e dell’Occidente in tutto il Medio Oriente. Non è un mistero che i sauditi, assieme ai turchi, siano in prima fila sin dal 2011 nel finanziare e supportare le rivolte contro Assad in Siria, e non è una novità il fatto che Riad miri ormai da diverso tempo ad assumere la guida del mondo sunnita. Poco tempo fa si sfiorò la guerra con Teheran dopo l’esecuzione del dissidente imam sciita Al-Nimr in Arabia Saudita, un vero e proprio schiaffo alla Repubblica Islamica che, in Siria, è una salda alleata di Damasco. L’attivismo saudita si è estrinsecato anche in Yemen dove Riad non ha esitato a intervenire militarmente assieme a una coalizione sunnita contro la rivolta degli Houthi, sciiti e vicini all’Iran.

Le recenti notizie dei sauditi che sarebbero pronti con la Turchia a invadere il nord della Siria hanno spaventato il mondo, e a ragione dato che un atto del genere potrebbe portare a incidenti con la Russia, potenza nucleare, portando a una spirale che potrebbe portare a una escalation militare potenzialmente globale. Ma come mai i sauditi esercitano una politica estera di una tale aggressività? Forse per mascherare problemi interni crescenti, solo per fare un esempio. L’abbassamento dei prezzi del petrolio infatti non ha contribuito alla buona salute dei conti sauditi e anche le operazioni militari in Yemen sembrano essersi arenate.

Secondo molti analisti, Alain Rodier su tutti, hanno ad esempio fatto riferimento a una rivalità interna nell’establishment saudita, con il militarismo del principe Salman (è anche il ministro della Difesa) che avrebbe irritato molti membri della famiglia reale. In particolare ci sarebbero anche altri principi pronti a scalzare l’irrequieto Salman, e per quanto non sia possibile confermare la veridicità di queste suggestioni è sicuramente vero che i sauditi sembrano aver fatto un salto nel buio. Tra venti di possibili colpi di Stato e venti di guerra reale infatti, la sensazione è che il giovane Salman e alcuni settori del regno saudita stiano spingendo sulla politica bellicista proprio per distogliere l’attenzione dai problemi interni, anche economici, che affliggono Riad.

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