Medio Oriente. Razzi e morte tra Israele e Palestina, ora si rischia il peggio | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Medio Oriente. Razzi e morte tra Israele e Palestina, ora si rischia il peggio

Escalation di violenze in Medio Oriente dopo che ieri le forze armate israeliane hanno ucciso il capo del braccio armato di Hamas, Ahmed Jaabari. Oggi i palestinesi hanno risposto lanciando alcuni razzi, uno dei quali ha colpito un palazzo nel sud di Israele provocando tre morti. Israele aveva giù ucciso 13 persone tra cui due bambini, e il rischio ora è quello di un “Piombo Fuso II”.

Non si chiamerà Piombo Fuso, si chiamerà “Colonna di Nuvola” l’operazione militare lanciata da Israele contro i palestinesi a seguito del lancio di alcuni razzi nei giorni scorsi. Ieri un missile israeliano ha ucciso chirurgicamente Ahmed Jaabari mentre si trovava a bordo della sua auto a Gaza, e la sua morte ha scatenato la violenza reazione di Hamas, che ha subito ripreso il lancio di razzi verso Israele. Un palazzo a Kiryat Malachi, nel sud di Israele, è stato colpito da un razzo e ci sarebbero tre morti.  Si tratterebbe di una rappresaglia per la morte di Jaabari, ma è chiaro che ciò indurrà Israele a una nuova ondata di attacchi. Intanto il presidente americano Obama ha avuto un colloquio con il presidente egiziano Morsi. Ieri l’Egitto aveva ritirato il suo ambasciatore da Israele, e quindi la tensione era assai alta. Obama ha comunque condannato fermamente il lancio di razzi di Gaza su Israele e ha ribadito il diritto di Israele all’autodifesa.

Il consiglio di Sicurezza dell’Onu si riunisce d’urgenza per confrontarsi sulle tensioni in Medio Oriente, con gli scontri fra israeliani e palestinesi. La riunione, chiesta dall’Egitto, si è svolta a porte chiuse ed é durata quasi due ore. Nessuna dichiarazione formale è stata rilasciata alla fine ma secondo l’ambasciatore indiano Singh Puri, sarebbe uscito il forte intento di far cessare ogni violenza il prima possibile. All’incontro sono intervenute le due parti in causa, da un lato l’Autorità Palestinese e dall’altro Israele. “Il popolo palestinese è soggetto quotidianamente e inesorabilmente a una brutale aggressione da parte di Israele“, ha denunciato l’osservatore permanente dell’Autorità Palestinese all’Onu, Ryad Mansour, “Siamo venuti davanti al Consiglio di Sicurezza per dire basta: basta ai bagni di sangue, alle ingiustizie e alle politiche illegali contro i palestinesi“. Inutile dire che gli Stati Uniti non hanno detto una parola contro Israele, addossando ogni colpa unicamente ad Hamas, e poco importa se spesso negli attacchi israeliani muoiono bambini. Il rischio ora è quello di una missione coordinata di terra e di aria come quella di quattro anni fa, Piombo Fuso appunto, una missione che causò la morte di centinaia di innocenti. Intanto però i raid aerei su Gaza continuano senza sosta, e il rischio è quello che si inneschi una nuova spirale di vendette e attacchi. La speranza è che la violenza cessi, il prima possibile.

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