Mediterraneo di morte: Affonda barcone con 700 personeTribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Mediterraneo di morte: Affonda barcone con 700 persone

Un peschereccio che aveva a bordo qualcosa come 700 persone si è capovolto la scorsa notte nel Canale di Sicilia a circa 60 miglia dalle coste libiche. Secondo le prime stime sarebbe la tragedia navale più grande della storia nel Mediterraneo,  ma nonostante questo c’è anche chi rimane indifferente di fronte a quello che è successo, come se ormai la morte dei migranti fosse un qualcosa a cui siamo assuefatti. E se l’Europa guarda dall’altra parte, è un obbligo morale e moto di orgoglio di un paese civile non abbandonare queste persone.

Settecento morti sono tanti, sono una di quelle cifre che bastano da sole a far comprendere la proporzione della tragedia avvenuta a sessanta miglia dalle coste libiche. Si trattava di un peschereccio che cercava come tanti di trasportare dei disperati nelle sponde settentrionali del Mediterraneo. Eh sì perchè secondo coloro che speculano sulla disperazione dei migranti si tratterebbe di clandestini che vogliono venire in Italia per vivere alle nostre spalle e farsi mantenere, mentre nella realtà si tratta di persone che dopo aver percorso migliaia di miglia di deserto per sfuggire alla guerra e alla disperazione, spendono tutto quello che hanno per pagare i trafficanti di uomini e avere la loro chance di arrivare in Europa. Questa volta però non si parla di una semplice tragedia ma della tragedia più grande dal secondo dopoguerra a oggi con un bilancio pesantissimo che ammonterebbe a 700 vittime. Il peschereccio partito dalle coste libiche ieri aveva lanciato una richiesta di aiuto al centro nazionale della Guardia Costiera in quanto la barca avrebbe avuto difficoltà di navigazione. A quel punto un mercantile portoghese è arrivato sul posto e ha visto letteralmente di fronte ai propri occhi il peschereccio capovolgersi. Probabilmente alla vista del mercantile tutti i migranti si sono portati su un lato del peschereccio e lo avrebbero fatto capovolgere con esisti drammatici. Si tratta di una tragedia senza fine, una tragedia però che lascia indifferenti dal momento che oramai l’opinione pubblica sembra essere del tutto assuefatta alla morte e alla disperazione dei “dannati della terra”. E mentre l’Europa continua a guardare dall’altra parte scaricando all’Italia la patata bollente della gestione dei flussi, d’altro canto c’è chi come Salvini utilizza le morti dei poveretti per attaccare Renzi, del tutto insensibile di fronte a quella che dovrebbe essere una tragedia per l’umanità. Ma se l’Europa è vittima di se stessa e fa finta di niente di fronte alla tragedia dei migranti, ecco per una volta l’Italia dovrebbe dare una lezione di civiltà al mondo continuando a mettere in salvo queste persone e a dimostrare che certe cose vanno fatte anche quando non conviene perchè siamo esseri umani e perchè abbiamo una cosa chiamata “compassione” nei confronti dei nostri simili in difficoltà. Questo non vuol dire lasciare le cose inalterate, permettendo così ai trafficanti di uomini di continuare a speculare sulla vita dei poveretti, ma vuol dire affrontare il nodo della Libia, del governo libico e delle bande jihadiste che qualcuno non vuole affrontare perchè evidentemente questa situazione di anarchia conviene a tante, troppe persone.

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