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sabato , 25 marzo 2017
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Mediterraneo mangiatore di uomini

Di fronte a certi fenomeni e a certe stragi, ritenuti degni per la prima volta nella storia Italiana del lutto nazionale, rimangono tanti, troppi perché e un incredibile bisogno di cambiamento. Serve una nuova prospettiva politica e culturale nei confronti di persone che mettono la loro vita nelle mani del destino, che la maggior parte delle volte, gioca a loro sfavore.

Fonte: Oltremedianews

“Io speravo che la visita a Lampedusa potesse smuovere le coscienze. Non è avvenuto, purtroppo. Dobbiamo davvero tutti vergognarci”. Queste le parole di Fulvio Vassallo Paleologo, docente di diritto d’asilo all’università di Palermo. Parole che richiamano a un diritto d’uguaglianza che oggi, in Italia sembra essere quasi utopico. Il docente prosegue: ‘Lo strumento giuridico nel diritto internazionale c’è già per evitare tragedie come quella di Lampedusa: si chiama asilo extraterritoriale e per ora è applicato solo dal Brasile che lo prevede anche per le sue ambasciate in Nordafrica’. Si tratta di una domanda preventiva di asilo che cittadini di Paesi in guerra o dove manca libertà, insomma che hanno condizioni per le quali può essere riconosciuto lo status di rifugiato, possono chiedere direttamente nel loro Paese, evitando viaggi drammatici dove si rischia la vita’. ‘Ci sono Paesi dove la violenza e la violazioni dei diritti umani sono palesi. Penso alla Siria e all’Eritrea in primo luogo, ma anche a diversi Paesi dell’Africa sub sahariana dove sono in corso guerre del tutto dimenticate. Noi non possiamo abbandonarli ad un destino tragico. Il problema è la volontà politica e l’Italia potrebbe fare un grande gesto che renderebbe grande merito al Paese’.

Stragi come quella di Lampedusa evocano oltre che un cordoglio doveroso nei confronti di anime che, sperando in un futuro migliore, si sono affacciate alla morte, lasciando alle proprie spalle mariti, mogli, figli e un’intera esistenza nel loro Paese natio, anche una urgentissima necessità di cambiare.

Laura Boldrini, a tal proposito, dopo aver ricevuto insulti ed accuse gratuite dalla Lega Nord, ha partecipato venerdì sera all’incontro tenuto proprio sul luogo della tragedia, esprimendo una determinata volontà a cambiare una legislazione che non riesce più ad assecondare bisogni che sono più reali che mai. C’è urgenza di un nuovo piano di accoglienza degli immigrati, perché: ‘L’unico vero reato è quello di omissione di soccorso in questa tragica storia; perché l’immigrazione è un fenomeno globale che cambia molto più velocemente di quanto si possa pensare, l’immigrazione cambia e noi dobbiamo stare al suo passo, cambiando quella che oggi è una legislazione che non è più in grado di dare ospitalità a chi sta soltanto scappando da un Paese d’origine che non è in grado di garantire misure degne nemmeno della mera sopravvivenza.’ E continua: ‘E’ importante chiedersi il perché certe persone arrivino a tanto: partire, lasciare la propria terra, la propria cultura e le proprie famiglie per andare incontro, in condizioni, per altro pietose, all’ignoto.’ Un ignoto che, oggi, uccide.

Significative anche le parole di chi, a queste tragedie, è ormai, purtroppo, ‘avvezzo’. E’ il sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini che, stremato dall’ennesima strage dalle proporzioni senza precedenti urla all’orrore: ‘Basta! Ma che cosa aspettiamo? Cosa aspettiamo oltre tutto questo? È un orrore continuo’.

Federica Bani

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