Mèlenchon, l'amico di Chàvez che turba la Francia "democratica" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Mèlenchon, l’amico di Chàvez che turba la Francia “democratica”

Jean-Luc Mèlenchon in tempi non sospetti ha dichiarato di preferire la compagnia di Hugo Chàvez a quella di Angela Merkel. Chiaramente il resto della “sinistra” transalpina ha reagito con violenza, prendendo le distanze dal leader della sinistra radicale francese. 

Ogni mondo è paese. Dovremmo tenere a mente questa massima quando pensiamo alla Francia dove è recentemente stato eletto il socialista Hollande a presidente dell’Eliseo. Alleato di Hollande è stato il Front de Gauche di Jean-Luc Mèlenchon, che ha ottenuto un risultato importante, risultando decisivo nella vittoria della coalizione di centrosinistra. Recentemente però il leader della sinistra radicale francese è stato attaccato frontalmente per via delle sue “amicizie”. Stiamo parlando della visita che ha fatto a Hugo Chàvez quest’estate, una visita che gli ha attirato le critiche del dirigente ecologista Daniel Cohn-Bendit che ha definito addirittura “stupefacente”, ovviamente in senso ironico, che Mèlenchon doni lezioni di politica dopo essere stato in Venezuela. “Se il modello di democrazia è Chàvez io dico buongiorno e arrivederci“, ha rincarato la dose, ma a  ben guardare sembra più un nervosismo di facciata quello del leader ecologista, forse preoccupato dal successo di Mèlenchon. Del resto Cohn-Bendit dovrebbe spiegare quale sia invece il suo modello di democrazia, forse gli Stati Uniti d’America? Da che pulpito poi, verrebbe da dire, dal momento che la Francia è stata una delle più attive promotrici dell’intervento militare in Libia, e fosse per Hollande, le bombe delle Nazioni Unite starebbero già piovendo anche su Damasco. Fino a prova contraria invece, Chàvez non ha mai invaso nessuno, ha vinto democraticamente le lezioni, e ha anche subito un tentativo di golpe. Forse questo però aa Cohn-Bendit non interessa, l’ennesimo esponente di quella sinistra arancione prona alla visione del mondo imposta dal sistema dominante. Mèlenchon però non si è fatto condizionare dal delirio di Cohn-Bendit e, tornato in Francia, ha parlato della sua esperienza in Venezuela. “Un messaggio trasmesso ai nuovi governanti della sinistra che, in America del Sud, hanno vinto i candidati comuni della destra e della social democrazia“, ha detto Mèlenchon a Grenoble, “Fate solamente un deciso di quello che hanno fatto loro e voi avrete il diritto di parlare su questo tono sempre che non troviate altro di più intelligente da dire“. Anche il suo braccio destro,  François Delapierre, ha rincarato la dose: “E’ assolutamente drammatico che Hollande appartenga alla sinistra alla Papandreou-Zapatero“. Mèlnchon del resto non si vergogna di avere come modello Chàvez, presidente che è stato capace di abbassare del 50% la povertà in Venezuela, proprio mentre in Europa gli amanti della democrazia impoveriscono invece migliaia di persone. Insomma è proprio vero, la democrazia invocata dai detrattori di Chàvez è un semplice esercizio di ipocrisia, l’ennesimo segnale che alla fine chi sosteneva che Sarkozy o Hollande pari sono, forse non aveva tutti i torti.

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