Merkel fa lezioni di "Germania" a bambina palestineseTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Merkel fa lezioni di “Germania” a bambina palestinese

Nel corso di un incontro in una scuola di Rostock, nella ex Germania dell’Est, Angela Merkel ha parlato con una bambina palestinese scappata con la famiglia in Libano. Quando la bambina ha detto alla Merkel che sarebbe dovuta tornare in Libano, la Merkel in modo ben poco rassicurante ha cercato di spiegarle che la Germania non può accogliere tutti i profughi. Poco dopo la bambina era in lacrime,a testimoniare come per i moderni “moderati” del neoliberismo la vita umana sia ben poca cosa rispetto all’ordine dei numeri.

In un recente articolo abbiamo parlato di come il neoliberismo stia attuando una significativa sostituzione rispetto ad altri modelli esecrabili del passato come il nazismo. Se il nazismo e il colonialismo infatti presupponevano il diritto delle presunte razze superiori a dominare le razze inferiori, oggi alla differenza culturale e di pelle si è sostituita la differenza del denaro. Ci sono cittadini di “serie a”, ovvero quelli che hanno i conti in ordine e partecipano alla vita produttiva dei paesi, e poi ci sono quelli che per il neoliberismo sono corpi morti, i poveri, coloro che appesantiscono i conti pubblici drenando risorse che altrimenti potrebbero essere utilizzate per abbassare i deficit. La Merkel non ha mai fatto mistero di essere una liberista, e per quanto venga identificata dall’opinione pubblica e mediatica come “moderata” il suo atteggiamento nei confronti della crisi greca ha mostrato al mondo il vero volto del neoliberismo. Certo, i numeri sono spersonalizzati quindi si può ben sostenere che un paese debba tagliare la spesa pubblica del 4% in due anni senza per questo credersi responsabili della morte e delle sofferenze di migliaia di persone. Eppure tali personaggi dimostrano di aver perso l’umanità anche quando si relazionano con altri esseri umani. E’ il caso della Merkel che è intervenuta in un incontro a Rostock, in Germania Est, per parlare di integrazione all’interno di una scuola. Qui una bambina palestinese fuggita con la famiglia in Libano e poi giunta in Germania ha spiegato in perfetto tedesco la sua situazione, aggiungendo di aver paura di dover tornare nel suo paese dopo la “vita bella” in Germania. La Merkel, spietata e priva di calore umano di qualsivoglia natura, al posto che rassicurare la bambina ha pensato bene di dirle in faccia che la Germania non può assistere tutti, facendola scoppiare in lacrime. La Merkel le ha detto chiaramente che il Libano non è un Paese in guerra e che Berlino non può ospitare tutti. Per carità ha detto magari una semplice verità, eppure ci sembra che ci sia ben poca umanità in questa franchezza, come se l’igiene dei conti e delle regole venga considerata più importante della felicità di un bimbo. E infatti subito  molti italiani hanno pensato bene di dire di ammirare la Merkel per il modo sincero con cui ha affrontato il problema. Noi continuiamo ad aspettare politici che dicano le cose come stanno anche a imprenditori, industriali, benestanti in genere e non sempre e solo ai dipendenti, ai pensionati, agli studenti, ai profughi e ai bambini.

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