Messico. Assaltati i palazzi del potereTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Messico. Assaltati i palazzi del potere

Non si arresta la rabbia popolare in Messico nei confronti del governo sempre più colluso con il narcotraffico. La “Scintilla” scatenante è stato il massacro dei 43 studenti bruciati vivi dai narcos dei Guerreros Unidos su ordine del sindaco di Iguala. Da giorni le proteste sono aumentate e i manifestanti hanno assaltato i luoghi simbolo del Governo. 

I manifestanti in Messico non vogliono saperne di terminare le loro proteste; impossibile farlo del resto dopo che sono emersi i dettagli del terribile massacro di 43 giovani studenti da parte dei narcos dei Guerreros Unidos cui la polizia municipale avrebbe consegnato i ragazzi su ordine del sindaco. Attualmente il governo sta cercando di dare il contentino alla gente aprendo una inchiesta sulla vicenda affidata al procuratore capo Morillo, ma l’opinione pubblica chiede a gran voce che venga fatta giustizia e soprattutto che vengano puniti anche i politici che hanno avuto una parte seppur piccola nella vicenda. Nelle ultime ore i manifestanti hanno assaltato diversi luoghi simbolo del Governo e anche diverse sedi di partito, sottolineando come secondo il popolo la responsabilità del massacro vada ricercata proprio tra le istituzioni. La rabbia monta e infatti ieri pomeriggio un folto gruppo di persone ha assaltato la sede del Partito Rivoluzionario Istituzionale al potere a Morelia, mentre altri manifestanti occupavano l’aeroporto a Michoacàn. L’11 novembre inoltre sempre a Morelia gli studenti delle Scuole si sono radunati e hanno dato alle fiamme la segreteria delle finanze dello Stato di Mochoacàn per poi sfilare in corteo e fischiare e contestare tutte le presenze istituzionali. Ma mobilitazioni di questo tipo si sono tenute un pò in tutto il Messico, anche nella Capitale, dove addirittura il palazzo Presidenziale è stato assaltato, e nella capitale dello stato di Guerrero, Chilpancingo, dove i manifestanti hanno assaltato le sedi di partito. Non solo, almeno 500  tra insegnanti aderenti al sindacato di sinistra Ceteg e di studenti della Fede­ra­cion de Estu­dian­tes Cam­pe­si­nos Socia­li­stas de Mexico (Fecsm) hanno di nuovo preso d’assalto e dato alle fiamme il Parlamento de Guerrero, a ChilpancingoIntanto i familiari delle vittime hanno deciso di preparare due carovane che li porteranno in giro per il Messico per chiedere verità e giustizia e soprattutto accusare le istituzioni. Al termine del tour le due carovane si ritroveranno a Città del Messico il 20 novembre dove si terrà una enorme manifestazione. “L’obiettivo è dire alla gente che continueremo a pretendere dal governo che li trovi, che per noi sono vivi e che serve proseguire le ricerche”, ha spiegato Epifanio Alvarez, uno dei familiari dei desaparecidos. Si tratta di chiedere “alla popolazione il suo sostegno per trovare i giovani”, secondo un membro del comitato studentesco dell’istituto dal quale provengono i giovani scomparsi nel nulla. 

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