Messico. Elezioni: "Si" al riconteggio del 50% delle urne | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Messico. Elezioni: “Si” al riconteggio del 50% delle urne

Le autorità messicane hanno deciso di accogliere il ricorso del candidato di sinistra Obrador contro il candidato di centrodestra vincitore, Pena Nieto, accusato di aver comprato i voti attraverso tessere prepagate per fare la spesa. Grandi proteste in tutto il Paese contro i brogli, soprattutto a Città del Messico.

Alla fine il candidato del Pri, Pena Nieto, ha vinto contro il suo rivale di sinistra Obrador di almeno tre milioni di voti. Sembra quindi molto difficile che il riconteggio delle schede possa cambiare l’esito delle elezioni, tuttavia alcune incongruenze ci sono state, per questo le autorità hanno deciso di andare fino in fondo e di ricontare oltre il 50% delle urne (78mila su 143mila) delle elezioni presidenziali. Entro sabato i risultati dovrebbero già essere resi noti, e in molti temono che la vicenda dei voti comprati possa gettare un’ombra di discredito su Pena Nieto, che si era costruito in campagna elettorale l’immagine pulita dell’uomo onesto.  Può sorridere Manuel Lopez Obrador, il candidato  sconfitto del partito di sinistra Pdr, che subito dopo le elezioni ha accusato Pena Nieto di aver comprato almeno un milione di voti. Intanto a Città del Messico il movimento studentesco #YoSoy132 ha organizzato una manifestazione importante per protestare contro il risultato elettorale, con accuse di brogli rivolte anche all’ente elettorale. Secondo Obrador il Pri avrebbe comprato i voti distribuendo centinaia di migliaia di carte prepagate per fare la spesa. In Messico la legge non vieta questo modus operandi, purché il regalo agli elettori non sia fatto per influenzare il voto. Però queste spese devono essere registrate e dichiarate, e non possono superare certi limiti. In molti inoltre pensano che dietro il Pri possa nascondersi l’ombra dei narcos. Per la legge elettorale messicana, il riconteggio scatta quando ci sono incoerenze nei report finali, se c’è una differenza di massimo un punto percentuale tra i due principali candidati o se tutti i voti di un’urna sono per un solo candidato. Saranno ricontati anche le schede contenute nel 61% delle urne per il Senato e il 60% per la Camera.

 

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