Messico. In piazza per chiedere la liberazione del BossTribuno del Popolo
lunedì , 22 maggio 2017
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Messico. In piazza per chiedere la liberazione del Boss

Accade nel Messico, nello stato di Sinaloa, dove centinaia di persone sono scese in piazza a Guamùchil per chiedere la liberazione di “El Chapo”, boss storico del cartello messicano di Sinaloa.

Tempo fa il “Financial Times” aveva pubblicato un articolo nel quale si consigliava a Matteo Renzi di prendere ispirazione nella sua azione di governo dal presidente messicano Enrique Peña Nieto. Nieto ovviamente è gradito agli ambienti finanziari internazionali in quanto sta attuando una rapida politica di riforme, e poco importa se il Messico si è ormai trasformato in un narcostato dove le bande criminali riescono ormai a conpenetrare le istituzioni locali con la corruzione e le intimidazioni. Quanto sia paradossale e complessa la situazione narcos in Messico lo si vede osservando quanto successo mercoledì, quando  centinaia di persone hanno marciato per le strade delle città di Guamúchil e Culiacán, nello stato nordoccidentale di Sinaloa, per chiedere la liberazione di Joaquín Guzmán Loera, El Chapo, e chiedere che non venga estradato negli Stati Uniti. I manifestanti hanno organizzato l’adunata utilizzando internet e i social network e la cittadinanza ha risposto in massa, almeno secondo il quotidiano El Universal, che ha riportato come i manifestanti si siano vestiti di bianco urlando: “Liberate El Chapo”. La Casa Bianca potrebbe effettivamente chiedere l’estradizione di El Chapo, ma Murillo, il procuratore generale della Repubblica del Messico, ha detto che almeno per il momento questa eventualità non è da considerarsi. El Chapo era il boss del cartello di Sinaloa, un uomo molto potente accusato negli Stati Uniti di narcotraffico in Florida, San Diego, Nueva York, Texas e Chicago. El Chapo era considerato da molti il re dei narcos ed è stato catturato una settimana fa dai soldati messicani a Mazatan, a circa 200 chilometri da Culiacán, capitale di Sinaloa, mentre partecipava ad una festa. El Chapo era in cima alla lista degli uomini più ricercati dalla Drug Enforcement Administration (Dea) statunitense. Il cartello di Sinaloa, da lui comandato, è uno dei più spietati e coinvolti nella guerra della droga che insanguina da anni il Messico. Il fatto che centinaia di persone siano scese in piazza per manifestare a favore di El Chapo, fa capire quanto sia complessa la situazione in Messico, dove l’autorità statale in alcune zone ha ormai lasciato spazio alle bande criminali.

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