Messico. Sindaco anti-narcos uccisa il giorno dell'insediamentoTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
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Messico. Sindaco anti-narcos uccisa il giorno dell’insediamento

Gisela Mota, giovane sindaca della cittadina di Temixco, aveva promesso ai suoi cittadini di dichiarare guerra ai narcos che seminano il panico in Messico. Il giorno del suo insediamento però i narcos hanno freddato la Mota a casa sua. E sembra quasi che i narcos in Messico non facciano più notizia, forse perchè il governo è “amico” degli Stati Uniti. E con la Mota sale a 100 il numero di sindaci uccisi in meno di dieci anni dai narcos. 

Uccisa nel giorno del suo insediamento come sindaco, stiamo parlando di Gisela Mota, coraggiosa sindaco di 33 anni freddata a colpi di pistola nella sua abitazione di Temixco. Sembra quasi che non faccia più notizia la morte in Messico, come se fosse divenuto a tutti gli effetti un narco-stato, eppure il governo di Città del Messico è un alleato fedele di Washington e nessuno sembra fare più nemmeno attenzione alla drammatica quotidianeità della violenza, basti pensare agli studenti di Iguala bruciati vivi e presto dimenticati dall’opinione pubblica, al contrario molto ricettiva quando si tratta di dare risalto a drammi in paesi meno “amici”. La Mota è stata uccisa solo poche ore il suo insediamento come sindaco di Temixco, un chiaro messaggio dei narcos che hanno voluto così dimostrare all’opinione pubblica di essere in grado di colpire in qualsiasi momento e di non farsi intimidire dalle istituzioni. La Mota aveva promesso ai suoi concittadini di dichiarare guerra ai narcos che ormai sono quasi i dominatori di alcune regioni del Paese, e come risultato è stata uccisa. Sono ben cento i sindaci messicani uccisi nel corso dell’ultimo decennio, ma l’opinione pubblica mondiale non sembra essere nemmeno più in grado di indignarsi, come se, dopotutto, fosse normalità. Eppure sono tanti i messicani che lottano contro il crimine non rassegnandosi a una realtà di morte e crimine, dimenticati dalla comunità internazionale che evidentemente ha altro a cui pensare. La Mota era una ex parlamentare che era stata eletta sindaco in una lista di centrosinistra, e ha pagato in prima persona la sua vocazione anti-narcos. Nessuno ha ancora pagato per la sparizione dei 43 studenti di Iguala, e nessuno sembra pagare per i continui sequestri e le continue violenze messe in campo dai cartelli criminali in Messico, come se il governo fosse incapace di porre rimedio alla situazione. La sensazione è che il problema del narcotraffico, per qualche motivo, non possa essere preso di petto dal governo, con tutte le conseguenze del caso.

 

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