Metro B. Il viaggio della speranza nei carri bestiameTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Metro B. Il viaggio della speranza nei carri bestiame

Storie di disagi quotidiani sulla metroB. Tra treni vecchi, ritardi, blocchi e sovraffollamento, il servizio offerto non sembra corrispondere al prezzo del biglietto. Nonostante ciò in Campidoglio si continua a parlare di come combattere i ”portoghesi”.

Fonte: Oltremedianews

Niente di nuovo sulla metro B di Roma, consueta routine: affollamento, gravi disagi e ritardi fino alle 10.00. Indignazione e rassegnazione dei passeggeri che anche oggi hanno trascorso la mattinata in banchina o nei vagoni stracolmi.

Ecco cosa è accaduto a Monti Tiburtini. Ancora un’altra mattinata di travaso di bile per tutti quei lavoratori, studenti, turisti che questa mattina, come tutte le mattine, tentano di usufruire del trasporto pubblico sotterraneo.

Ore 08.40 circa alla fermata della metro B Monti Tiburtini direzione Laurentina: la banchina è stracolma, i treni non passano da diversi minuti e il display segnala l’arrivo del treno fra 6 minuti. Il treno arriva, come previsto, ma è già pieno, oltre a essere uno dei treni “vecchi”. A stento, o meglio a spinta entra qualcuno ma i tre quarti dei delle persone restano in banchina.

Sono già le 08.50 circa. Il display segnala l’arrivo di un altro treno entro 6 minuti. Il treno, uno dei nuovi treni, passa vuoto ma non si ferma. La banchina continua ad affollarsi.

Ore 09.00 circa, finalmente arriva un altro treno vecchio, ovviamente stracolmo. Qualcuno riesce ad entrare ma il viaggio è ai limiti della dignità. Ad ogni fermata le porte si chiudono a fatica e per chi viaggia da Rebibbia a Piramide questo il servizio offerto.

Storie di ordinaria quotidianità: basti pensare che i disservizi di oggi non sono catalogati neanche sotto la veste disagi. I ”veri disagi” – non bastassero quelli odierni – sono purtroppo ben altri: quando non è giornata si susseguono guasti ed interruzioni, mentre sono anni che basta un acquazzone per riproporre il problema dell’allagamento delle stazioni. Insomma, treni vecchi, ritardi, guasti ed eccessivo affollamento: tutto ciò vale 1,50 euro di biglietto a viaggio?

Vengono in mente le proposte che proprio ieri sono state discusse in Campidoglio in tema di mobilità. Si è parlato di stretta sui ”portoghesi”, di controllori in borghese e di impiego del personale in eccesso Atac per un controllo permanente sulle linee bus più affollate. Il problema, dunque, per qualcuno sta in chi non paga il biglietto e non nella mala gestione di Atac di questi anni o nell’eccessivo prezzo delle tariffe dei trasporti. Forse sarebbe meglio cominciare con un bell’esame di coscienza e partire dall’adeguamento del servizio offerto al costo del biglietto.

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