Michelle Obama e l' "estetica del colonialismo"Tribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Michelle Obama e l’ “estetica del colonialismo”

Se oggi avete guardato la Tv vi sarete sicuramente imbattuti nelle giaculatorie a favore di Michelle Obama, la First Lady che si è recata oggi in visita a Milano per l’Expo. Questa mitizzazione dei presidenti americani e delle loro mogli ci ricorda da vicino la mitizzazione che avveniva nel passato di monarchi e sovrani.

Uno degli aspetti che colpiva di più dell’ Ancien Regime prima che la Rivoluzione Francese spezzasse le sue catene (chiaramente fu un fenomeno più lento, liquido e progressivo) era che i sudditi veneravano letteralmente i monarchi che, in quanto eletti da Dio, rappresentavano dei veri e propri modelli morali e umani che l’uomo della strada poteva solo elogiare e magari servire come meglio possibile. Con il tempo questa “sacralità” dei Re venne progressivamente meno, almeno in Occidente, o almeno venne svuotata la “sacralità” legata alla monarchia. Eppure in pieno XXI secolo, nell’era telematica di internet e dei social netweork i “miti indotti” esistono ancora. Quanti di voi hanno visto la Tv in queste ore avranno visto lo spazio spropositato dato dai nostri canali di informazione alla visita di Michelle Obama a Milano. Si tratta della First Lady, ovvero della moglie dell’uomo più importante del mondo, Barack Obama, il presidente degli Stati Uniti. Una visita come tante, verrebbe da dire, ancor più che Michelle è venuta in Italia in visita all’Expo e si è recata, bontà sua, in una scuola americana di Milano per parlare agli americani di educazione alimentare. Già qui, perdonateci, ci viene in mente la prima domanda: ma a noi cosa ce ne frega? Perchè impiegare minuti e minuti di telegiornali per sentire Michelle Obama che suggerisce alle famiglie americane di cucinare “almeno un pasto in casa a settimana”? A noi è sembrata tanto una sviolinata, con le giornaliste tutte attente a carpire in che modo si fosse vestita Michelle e in che modo si fossero presentate le sue figlie. Una sorta di mitizzazione di personaggi che vengono presentati come la quintessenza della bontà. Così giornalisti e opinionisti hanno parlato dell’attenzione della first lady alla lotta all’obesità, come se per l’appunto stessimo parlando di un mito dei nostri giorni e non semplicemente della moglie del presidente di un Paese che peraltro si assume e si è assunto la responsabilità di scatenare più di un conflitto su scala globale.

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