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lunedì , 23 gennaio 2017
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Milano in corteo contro l’Expo

Milano in corteo contro l’Expo

Due giorni di protesta contro l’Expo, l’esposizione universale che si terrà a Milano nel 2015. Ieri il corteo da piazza Duca d’Aosta a piazza Cadorna, oggi due assemblee pubbliche organizzate dal comitato No Expo. 

Fonte: Oltremedianews

Ieri pomeriggio in una uggiosa Milano, un paio di centinaia di cittadini hanno sfilato per la vie delle Città per protestare contro il grande evento dell’Expo previsto a partire dal maggio dell’anno prossimo.

Il corteo è partito alle 15 da piazza Duca d’Aosta per concludersi in piazza Cadorna. Oltre ai ragazzi del comitato No Expo, hanno partecipato alla manifestazione anche i movimenti dei No Tav, No Canal e No grandi Navi. Tra le bandiere sfilavano anche quelle dei partiti della Sinistra extraparlamentare. Il comitato No expo, nato all’indomani della candidatura di Milano ad ospitare l’esposizione mondiale del 2015, si batte da tempo contro questa grandeopera, convinto che l’evento non sia un’opportunità, bensì una sciagura per il territorio. Durate il corteo, i manifestanti hanno ripetuto slogan contro la corruzione dilagante intorno all’evento, certificata anche dalle indagini giudiziarie. Gli slogan hannocolpito anche il sindaco Pisapia, responsabile di aver gestito male l’avvenimento. Inoltre gli attivisti hanno denunciato che i numerosi posti di lavoro promessi per la costruzione delle infrastrutture e l’organizzazione del maxi-evento, si sono trasformati per lo più in stage sottopagati e a titolo gratuito, o ancor peggio in lavoro in nero.

expoi

l weekend di proteste si concluderà oggi con due assemblee pubbliche: una dedicata alla discussione e dibattiti per organizzare le future manifestazioni e la seconda in cui si discuterà della sovranità alimentare e sociale. Per gli organizzatori della manifestazione (come si legge dal loro sito) quella di ieri è l’inizio di un percorso “che porti al 1° maggio 2015 e che vada oltre, lasciando il segno, perché Expo arriva, devasta e passa, mentre noi viviamo e presidiamo in modo permanente il territorio valorizzandolo con pratiche, partecipazione e alternative concrete.”

Quel che è certo è che c’è una parte di Milano (e anche d’Italia) a cui Expo 2015 e le altri grandi opere, proprio non piace e che preferirebbe altre soluzioni atte a valorizzare veramente il territorio.

Emanuele Masellis

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