Monti dice addio a Scelta CivicaTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Monti dice addio a Scelta Civica

Monti dice addio a Scelta Civica

Clamorosa rottura all’interno di Scelta Civica con Mario Monti che ha litigato con il ministro della Difesa Mario Mauro e con il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. 

Alla fine il matrimonio dentro Scelta Civica tra Mario Monti e Pier Ferdinando Casini è finito nel modo peggiore, da separati in casa. Tutto è cominciato quando Mario Monti ha presentato le sue dimissioni da senatore a vita di Scelta Civica, l’atto finale di un rapporto che non ha funzionato e che è finito nel modo peggiore. Casini, Monti e il ministro della Difesa Mauro  si sono incontrati nello studio di Casini al Senato e si sono incrociati a Palazzo Giustiniani durante la commemorazione del presidente Ppe, Wilfried Martens, recentemente scomparso. Lo strappo però ormai è insanabile, e si parla persino di un nuovo gruppo al Senato formato da 12 senatori di Sc, compresi Casini e Mauro. Insomma, Casini sembra voler provare a creare una formazione politica di moderati e popolari che potrebbe poggiarsi anche su alcuni delusi del Pdl. Del resto lo stesso leader dell’Udc ai microfoni di Matrix aveva detto: La decadenza di Berlusconi? Non so ancora come voterò“. Monti ci è andato durissimo anche nei confronti dei suoi ex alleati: Sono stato tradito da coloro che mi hanno chiesto di formare un partito per portarli o riportarli in parlamento”, ha detto.  “Mauro e Casini ritengono che l’appoggio al governo debba essere senza se e senza ma“, ha detto il Monti ferito, ricordando come secondo lui Scelta Civica avrebbe al contrario dovuto chiedere una minore dipendenza del governo da Pd e Pdl. In tutto questo Casini si è innervosito molto e ha risposto colpo su colpo:  Non voglio che si riverberino su di me problemi che non riguardano il mio partito“. Ma poi attacca: “Le accuse di Monti nei miei confronti sono ridicole. Non è accettabile il suo comportamento rissoso“. E su come voterà al Senato per la decadenza di Berlusconi, ha risposto: “Non ho ancora deciso. Non è vero che ho contrattato con Berlusconi, non ho parlato con lui e non gli parlerò. Sarà un voto che appartiene alla mia coscienza e basta. Al momento giusto lo dirò“. A far venire i mal di pancia è stato probabilmente il pranzo che il ministro Mauro ha fatto pochi giorni fa con Alfano e Berlusconi, un incontro che sembrava finalizzato alla costruzione di una nuova formazione politica legata al Ppe.  Una falsità secondo Mauro, che ad amici e collaboratori avrebbe detto: “Chi spera di trasformare la mia lealtà al Governo e alle ragioni della Grande Coalizione in una operazione pro Berlusconi, fa un atto vile, degno della peggiore propaganda fascista“. Intanto però è Scelta Civica a vivere un brutto momento, con l’assemblea dei gruppi che è slittata fino a giovedì. L’unico che si aspettava un quadro simile è Corrado Passera, che ha così commentato l’implosione di Scelta Civica:  ”Temevo che finisse così, per cui con grande sofferenza, ai tempi, dissi no”. 

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/italianembassy/6876285947/”>Italian Embassy in Washington DC</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nd/2.0/”>cc</a>

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