Monti e l'estremismo del professore: "Toglieremo il Paese agli incapaci" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Monti e l’estremismo del professore: “Toglieremo il Paese agli incapaci”

Da Bergamo Mario Monti ha inaugurato la sua campagna elettorale al Kilometro Rosso, parco scientifico alle porte della città lombarda. Il professore attacca Berlusconi: “Togliere il paese agli incapaci”.

E’ un Mario Monti molto politico e molto poco moderato quello che ha inaugurato la sua campagna elettorale a Bergamo nella kermesse del Kilometro Rosso. Il Professore, cui nessuno disconosce il merito di aver evitato il peggio nell’abisso del novembre del 2011, è tornato ad attaccare nuovamente Silvio Berlusconi, e lo ha fatto in modo netto rilasciando un’intervista al direttore del Corriere della Sera Feruccio de Bortoli: “Non possiamo rimettere l’Italia nelle mani degli incapaci che l’hanno portata al novembre 2011. La vecchia politica non deve tornare Il governo tecnico non sarebbe stato chiamato se la cosa pubblica fosse stata nelle mani di politici capaci e credibili”. Monti insomma avrebbe deciso di “sacrificarsi” per evitare che i sacrifici da lui richiesti agli italiani siano vanificati dai politici cattivi. Per quanto Monti abbia perfettamente ragione nell’identificare come “incapaci” i politici del centrodestra responsabili del tracollo dell’Italia, il suo ragionamento risulta altrettanto insidioso in quanto, ponendosi come il salvatore della patria, Monti vuole imporre l’austerity come l’unica possibile via d’uscita di una crisi scatenata, tralaltro, dagli stessi miti che ispirano la Bocconi e il suo sistema culturale, ovvero la liberalizzazione sfrenata dell’economia e la finanziarizzazione cominciata decenni addietro. Monti e i suoi parlando di rimettere il lavoro al centro, e ci mancherebbe vista la disoccupazione giovanile al 37%, ma il lavoro, si intende, và organizzato come vogliono loro, ovvero con meno diritti e con il profitto come unico fattore determinante. Per questo come Tribuno ci troviamo perfettamente d’accordo nell’analisi fatta da Antonio Ingroia, leader di Rivoluzione Civile, secondo cui Monti rappresenterebbe, per certi versi, l’evoluzione di Berlusconi, una sorta di Cavaliere presentabile ed educato con ampio credito nella comunità internazionale, e proprio per questo pericoloso. Se fosse Monti a proporre cambiamenti alla Costituzione, magari anche nel Pd qualche utile idiota finirebbe per accettarli. A buon intenditor…

Il Tribuno

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