Monti, l' "antidemocratico" che farebbe a meno dei parlamenti | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 14 dicembre 2017
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Monti, l’ “antidemocratico” che farebbe a meno dei parlamenti

Non basta la spending review approvata qualche giorno fa, ora potrebbe esserci un seguito ad ottobre con una ulteriore mazzata da 10 miliardi di euro. E intanto le dichiarazioni di Monti sui governi e il loro “spazio autonomo di manovra” rispetto ai parlamenti fanno discutere e sollevano polemiche.

 

Cominciamo dall’Italia: ,ancherebbero all’appello 10 miliardi di euro, non proprio una manciata di centesimi. Così gli italiani, già duramente colpiti dalla crisi, non avranno nemmeno il tempo di riprendersi che a ottobre potrebbero essere travolti da una nuova manovra. Potrebbe non bastare infatti la manovra dello spending review approvata qualche giorno fa in quanto quasi certamente la recessione economica perdurerà anche a tutto il 2013, costringendo così il governo dei tecnici a varare una nuova ulteriore sessione di tagli per l’autunno. D’altra parte le stime diffuse dalla Banca d’Italia e dal Fondo monetario non sono incoraggianti: la crescita avrà segno meno, -0,3%, e quindi l’esecutivo dovrà correre ai ripari. Mario Monti ha detto che nel 2012 il rapporto deficit/Pil scenderà al 2% mentre il 2013 sarà l’anno dell’agognato pareggio di bilancio. A che prezzo però, dato che l’Italia dovrà provvedere a quelle che Monti ha chiamato “azioni di accompagnamento” per far calare gli spread, ovvero acquisti di titoli a breve termine sul mercato secondario. Ad agosto intanto, Monti starebbe cercando di scongiurare un attacco speculativo in modo da portare lo spread sopra quota 500, il che vorrebbe dire aumentare la spesa che il Tesoro paga sugli oneri sul debito pubblico.

Monti l’autoritario- ‘Esistono i mercati ed esiste la politica. I mercati non prendono decisioni di politica pubblica, ma la politica non puo’ prendere decisioni che prescindano dai mercati. Quello che serve all’economia deve essere deciso dalla politica, magari a malincuore, per poi essere apprezzato dai mercati”: questa frase pronunciata da Mario Monti il 21 gennaio 2012, a Tripoli, nella nuova Libia del post-Gheddafi, dovrebbe dirla lunga su quello che sarà l’intendimento del governo da qui ai mesi a venire. Quant però nutrivano dei dubbi sulle intenzioni del premier bocconiano ora saranno stati soddisfatti dopo che il premier italiano ha parlato dei governi europei che dovrebbero avere uno “spazio autonomo di manovra” rispetto ai parlamenti, così da evitare uno scenario di disintegrazione dell’Europa. Come a dire  che i governi non possono, in tempo di crisi, rendere conto ai rappresentati eletti dal popolo. Monti ha consegnato questa frase discutibile al settimanale tedesco “Der Spiegel“, e comprensibilmente ha scatenato la costernazione in tutta Europa. In primis ha risposto  la Commissione Europea, con il portavoce dei ventisette, Olivier Bailly: “È difficile commentare una frase o l’altra al di fuori del contesto generale, tuttavia l’Ue rispetta le competenze dei parlamenti nazionali. L’Ue è basata su certe regole e quando si tratta dell’adozione e dell’attuazione di strumenti finanziari è stato deciso da parte dei paesi Ue di seguirle. Si tratta di regole chiare e fissate in testi legali che sono stati ratificati dai paese membri”. Gli ha fatto eco Angela Merkel in persona, per bocca del suo portavoce George Streiter:”Le decisioni dei governi devono avere una legittimità democratica. In Germania il Cancelliere è consapevole che la legislazione deve essere sostenuta dal parlamento e che questo vi partecipi attivamente“. In Italia ha voluto rispondere a Monti Matteo Orfini, dirigente del Pd e responsabile cultura: “quella di Monti sul tema governo-parlamento è una sgradevole sgrammaticatura, fossi in lui, correggerei al più presto“. Su tutte le furie in Germania è andato il segretario generale della Csu, Alexander Dobrindt, che ha parlato di un “attacco alla democrazia“: “Il signor Monti ha evidentemente bisogno di una chiara presa di posizione. Noi tedeschi non siamo pronti a cancellare la nostra democrazia per finanziare i debiti italiani“.

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