Monti sì, Monti no. Tutti attendono le mosse del professore | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Monti sì, Monti no. Tutti attendono le mosse del professore

Sotto il cielo della politica, l’attesa è grande: cosa farà Monti, è la domanda a cui tutti stanno cercando di dare una risposta. E prima che il professore sciolga la riserva, quello che già si è potuto scorgere in lui è la stoffa del politico navigato, evidentemente ben consigliato dal suo entourage.

monti

Tratto da: Oltremedianews.it

La prima mossa efficace è stata quella di annunciare le dimissioni, con l’effetto di spiazzare il Cavaliere imprimendo un’accelerata al possibile stallo. La seconda è stata quella di creare un’attesa condita da segnali contrastanti. La presenza a sorpresa al vertice del Ppe, ad esempio, ha sortito l’effetto di tramortire Berlusconi e spaventare tutto il centrosinistra. Tant’è che D’Alema ha risposto con insolita ferocia sul Corriere della Sera, definendo addirittura “immorale” una sua candidatura contro il partito che più lo ha sostenuto.

Il problema, in ogni caso, sembra essere sempre lo stesso. Il centrosinistra è disposto a rinnovare l’offerta classica: nessuna candidatura o endorsement in cambio della certezza di essere eletto al Quirinale. Una prospettiva che Monti preferisce ad un ministero di  peso – che dopo un anno da leader, avrebbe il sapore della degradazione – ma giudica insoddisfacente rispetto alla guida del governo. E come dargli torto. Resta da vedere se il tentativo dei poteri forti nostrani,  Vaticano in testa, di riprendersi la scena attraverso questo varesino in loden, non confligga con la volontà del popolo sovrano. Uno degli elementi che sconsiglierebbe al premier di  spogliarsi dalle vesti di uomo super partes per indossare i panni del leader di coalizione, sono infatti proprio i sondaggi. Che nella migliore delle ipotesi stimano la lista centrista al 15 per cento, con zero certezze di pesare nella battaglia per il Senato. Infatti, Bersani a quel punto potrebbe cercare i voti che gli mancano a sinistra, inglobando arancioni ed Idv.  Non si tratta di un’ipotesi campata per aria, e per verificarlo si osservino le parole dei protagonisti. C’è chi, come Oliviero Diliberto, in questi giorni ha sollecitato il Pd fornendo un’analisi interessante: “siamo utili al centrosinistra per contendere i voti a Grillo e all’astensionismo, Bersani ci pensi”.  E mentre il segretario riflette ma non chiude, Grillo fa già capire che questi arancioni gli danno fastidio, e non poco. “Forse Favia e la Salsi finiranno là, e non escludo battaglie comuni”, dice il comico genovese, con una posizione insolitamente pacata e riflessiva.

La forza di Bersani, d’altra parte, proviene dalla dichiarazione di Monti, che ieri ha smentito ogni ipotesi di alleanza con il Cavaliere. Viene dunque scongiurato il pericolo “neo-bipolarismo”, con due larghe coalizioni contrapposte. Oltretutto, le rilevazioni hanno evidenziato come l’elettorato di centrodestra non sia per nulla vicino all’ex rettore della Bocconi. E poi chi sarebbe in grado di immaginare un ritorno alla coalizione dalla Lega sino all’Udc, e cosi in fretta? In questo quadro, l’ipotesi più probabile resta quella dell’endorsement ad una lista vicina. Ad oggi, perché l’azzardo della discesa in campo possa concludersi in trionfo, si dovrebbero realizzare troppe condizioni in contemporanea. E per il momento il gioco non vale la candela. Per il momento.

Lorenzo Mauro

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top