Morales: “Non è stato un errore, si tratta di atti di intimidazione verso l’America Latina”Tribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Morales: “Non è stato un errore, si tratta di atti di intimidazione verso l’America Latina”

La Bolivia denuncia quattro paesi europei davanti alle Nazioni Unite e all’Alto Commissariato per i diritti Umani.

Per il presidente boliviano Evo Morales, non bastano le scuse presentate da alcuni paesi europei per aver negato il permesso di sorvolo all’aereo su cui viaggiava di ritorno da Mosca. Non si tratta “di un errore ma di comportamenti per continuare ad intimidire i popoli boliviano e latinoamericani”, ha ammonito.

Il Primo Ministro boliviano ha ripreso le proprie funzioni in Bolivia il passato giovedì, una volta atterrato a La Paz, in seguito a un volo di 18 ore da Vienna (Austria), dove è rimasto bloccato per 14 ore per la cancellazione del piano di volo del suo aereo.

Morales ha assistito alle celebrazioni commemorative della creazione del municipio di Shinahota, nel cuore della provincia di Chapare, prima di tornare a Cochabamba per incontrare i presidenti del Suriname, Venezuela, Uruguay, Perù, Ecuador e Argentina, orientati ad approvare una dichiarazione congiunta in merito all’incidente diplomatico, considerato come un’offesa a tutta l’America Latina. “I fatti di questi giorni non sono successi per caso, sono atti di intimidazione”, ha ribadito Morales.

“Il nostro peccato, il nostro reato è quello di essere indigeni ed anti-imperialisti; è quello di mettere in discussione le politiche economiche che portano solo alla miseria e alla povertà. E quando non riescono a sottometterci, ci fanno la guerra e intervengono per saccheggiare le nostre risorse naturali”, ha detto il presidente davanti ai suoi sostenitori, che sin dall’inizio hanno manifestato il proprio sostegno al leader e il proprio ripudio dell’Europa. “Smettiamo di aver paura dell’impero e mi dispiace che altre nazioni europee si dimostrino sempre più servili ad esso”, ha aggiunto.

Il capo del governo ha spiegato agli abitanti di Shinahota, in maggioranza produttori di foglia di coca, che inizialmente non era riuscito a capire la ragione dell’improvvisa cancellazione del permesso di sorvolo dello spazio aereo di quattro nazioni europee perché il sospetto di trasportare sul suo aereo lo statunitense Edward Snowden era infondato. “Se sono questi gli strumenti di intelligence è impossibile affermare che Evo trasportasse quell’agente”.

Morales crede che sia opportuno pensare che l’obiettivo centrale era quello di “spaventare, zittire, intimidire” sia il presidente sia tutti i popoli latinoamericani, ipotesi che coincide con quella di diversi analisti politici che hanno considerato l’incidente una minaccia indiretta degli Stati Uniti ai paesi della zona affinchè non si azzardino a proteggere Snowden concedendogli asilo politico.

Il presidente, che presiede inoltre le federazioni di produttori di coca, si è impegnato davanti ai suoi affiliati, affinchè il governo, in qualità di Stato Plurinazionale, si faccia carico di pretendere dagli organismi internazionali, che si raggiunga il pieno rispetto delle norme e dei trattati internazionali vigenti in materia di navigazione aerea.

Di fatto, il governo ha già presentato importanti denunce alle Nazioni Unite e all’Alto Commissariato per i Diritti Umani contro i quattro paesi europei (Francia, Spagna, Italia e Portogallo) che hanno ritirato il permesso di sorvolo pochi minuti prima che l’aereo presidenziale entrasse nel loro spazio aereo. Li accusa di violazione in flagranza di accordi e trattati internazionali e, in pratica, di aver messo a rischio la vita di Morales e dei suoi collaboratori.

La Bolivia spera che tali azioni permettano di sanzionare i responsabili dell’incidente diplomatico, affinchè nessun altro primo ministro latinoamericano subisca lo stesso trattamento riservato a Morales.

 Fonte: El Pais. Tradotto da Guido Del Giudice per Oltremedianews

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