Morti sul lavoro, vittime come di una guerraTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Morti sul lavoro, vittime come di una guerra

Nei siti web che la riportano la notizia è quasi nascosta. Messa là, in mezzo a tante altre, senza il dovuto risalto. Bisogna cercarla. Eppure ci parla di una tragedia che sembra senza fine. L’INAIL ci fa sapere che dall’inizio dell’anno i morti sul lavoro sono aumentati rispetto al 2014.

Da gennaio a ottobre del 2015, “le denuncie di infortunio con esito mortale”, avvenute “in occasione di lavoro”, sono 729. Nello stesso periodo del 2014 furono 628. L’aumento è del 16,1%. Se si considerano anche i decessi “in itinere” si arriva a un totale di  988 morti (primi 10 mesi del 2015) contro i 833 dello stesso periodo dell’anno scorso. L’aumento è del 18,6%. Se si tiene conto che molte categorie di lavoratori (ad esempio partite iva individuali, vigili del fuoco, carabinieri) e chi lavora in nero non fanno parte di quelle monitorate dall’INAIL, la strage che avviene nel lavoro assume proporzioni spaventose.

Chi muore di lavoro e chi si ammala per le condizioni di insicurezza nelle quali è costretto a lavorare non “fa notizia”. Anzi, è meglio che queste morti  vengano “trattate con delicatezza” e siano nascoste. E’ bene che durino poco, che non si insista più di tanto. Meglio coprire, tacere, far finta che siano effetto di triste fatalità. Altrimenti si potrebbe capire che al lavoro e di lavoro si muore sempre di più e che le centinaia di decessi raramente sono dovuti al caso. E’ più facile capire che avvengono a causa dello sfruttamento. Del fatto che il lavoro non è più un diritto ma sta diventando una condanna. Che, nel nome del contenimento dei costi e del profitto di qualcuno, è ormai “normale” mettere in discussione la salute e la vita.E’ come una guerra, più di una guerra.

Fonte: http://www.comunisti-italiani.it/

Giorgio Langella

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top